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Farmacoresistenza:
l’arginina è il «cavallo di troia»

La grande nemica delle terapie antibiotiche si chiama farmacoresistenza. Ma non solo. Anche le chemioterapie "soffrono" lo stesso avversario. Le cellule tumorali sconfitte al primo colpo possono diventare "insensibili" a quel farmaco e ad un eventuale ritorno del male si "rinforzano" e resistono alle terapie. Un gruppo di ricercatori dell`Università di Stanford ha, però, sviluppato una tecnica che promette di aggirare il problema. Merito dell`arginina, un aminoacido del quale i ricercatori guidati da Paul Wender hanno osservato il funzionamento.
Gli studiosi hanno scoperto che batteri e cellule tumorali usano la stessa "strategia" per aggredire le cellule sane sfruttando l`arginina come una sorta di "cavallo di troia". "Sequenze ricche di arginina si presentano nei meccanismi usati da molti patogeni per invadere le cellule", spiega Paul Wender in un articolo che apparirà sul prossimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). L`aminoacido si trova virtualmente in tutte le cellule dell`organismo, ma Wender e colleghi hanno scoperto che una particolare subunità dell`arginina, il cosiddetto gruppo guanidinico, è responsabile della capacità dell`aminoacido di far attraversare a sostanze esterne la membrana cellulare. La farmacoresistenza viene sviluppata dalle cellule moltiplicando sulla propria membrana il numero delle "pompe" che catturano ed espellono corpi estranei. Le cellule che diventano resistenti al farmaco accrescono il numero di queste "pompe". “Agiscono come dei buttafuori, - illustrano i ricercatori - se non siete riconosciuti come membri del club, venite estromessi."
La tecnica potrebbe essere una nuova arma contro la resistenza alle terapie farmacologiche, comprese quelle antibatteriche. Lavorando con il taxolo, un noto chemioterapico, i ricercatori hanno unito una serie di molecole di arginina al farmaco e in questo modo hanno "ingannato" le cellule di cancro alle ovaie nei ratti.
Nonostante fossero diventate resistenti al taxolo, le cellule tumorali hanno aperto le porte al principio attivo. "Per noi è stato un risultato esaltante essere in grado di prendere un farmaco noto per essere efficace contro il cancro ma ostacolato dalla resistenza e riuscire a ripristinarne l`efficacia utilizzando come trasportatore l`arginina. Un mezzo che promette di poter essere utilizzato - conclude Wender - anche con altri farmaci che soccombono alla resistenza".

di (21/08/2008)

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Commenti dei lettori

    • andrea costa14/12/2009
    • è una scoperta fantastica sarei pronto a sperimentarla personalmente se compatibile con la mia patologia tumorale