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Tennis sì, bocce no: lo sport è anti-ictus solo se è «vero»

Lo sport `soft` non serve: l`attività fisica fa bene alle arterie, ma è meglio fare sport più “faticosi” per ridurre il rischio-ictus piuttosto che giocare a golf o a bocce. Questo il risultato di uno studio pubblicato su Neurology, la rivista dell`American Academy of Neurology, e condotto dai ricercatori della Columbia Universiy Medical Center e del New York Presbyterian Hospital.
I test hanno coinvolto più di 3.000 individui di Manhattan di un`età media di 69 anni, tenuti sotto osservazione dagli esperti per 9 anni. Il 41% dei partecipanti non faceva alcun tipo di attività fisica e il 20%  praticava sport di medio-alta intensità. Durante la ricerca si sono verificati 238 casi di ictus: gli “sportivi” correvano il 63% di rischio in meno di esserne vittima ed è stata individuata  una distinzione tra chi praticava attività fisica leggera, come una passeggiata o una partita a bocce, e chi invece si dedicava a sport più “duri”, quali jogging, tennis o nuoto.
“Fare attività fisica serve a combattere l`ictus – afferma Joshua Z. Willey, coordinatore della ricerca – ed è vero soprattutto per gli over 65 che vivono in città. Promuovere l`attività sportiva tra questi soggetti potrebbe essere un obiettivo per la salute pubblica”.
L`esercizio fisico però funziona come fattore di prevenzione soltanto per gli “atleti” di sesso maschile: nelle donne infatti non è stata riscontrata alcuna correlazione tra l`attività sportiva e la minore incidenza di ictus.

di Clara Serretta
Pubblicato il 30/11/2009