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Scacco alla gaffe di Watson «I neri non sono inferiori ai bianchi»

Anche ai Nobel può capitare di restare vittima di una burla, pure se a sfondo scientifico e inattaccabile dal punto di vista sperimentale. Tanto più se il premio Nobel in questione si chiama James Watson, scopritore della struttura del Dna, ma anche autore di un`infelice affermazione che ha avuto un`eco mondiale.
I neri, aveva detto qualche settimana fa Watson, sono meno intelligenti dei bianchi. Un`uscita che aveva suscitato ovvie critiche e polemiche, oltre che la dura presa di posizione di quasi tutta la comunità scientifica. Ma che addirittura un gruppo di ricercatori rispondesse a Watson sul suo stesso terreno e con una ricerca di laboratorio appositamente costruita per l`occasione, finora, non si era mai visto.
Lo hanno fatto i colleghi del J. Craig Venter dell`Institute di Rockville, istituto di genetica americano diretto da Craig Venter. Gli scienziati hanno messo a confronto il patrimonio genetico dello stesso Watson e quello di Venter, pubblicati e messi a disposizione degli scienziati di tutto il mondo, dunque il Dna di due "bianchi", e hanno poi pubblicato in un articolo su Clinical Pharmacology and Therapeutics il risultato dell`esperimento.
Presi i due patrimoni genetici e messi in reazione con alcuni farmaci, gli scienziati hanno dimostrato che anche due Dna che potrebbero essere simili in realtà determinano una risposta differente. Altro che determinismo razziale, hanno concluso i genetisti anti-Watson: "La medicina personalizzata del futuro dovrà puntare sulle precise informazioni genetiche di ciascun paziente, piuttosto che sulla `razza`".
Il battibecco, di certo, non finirà qui, ma per Watson si è trattato di un duro colpo. Anche perché la risposta a caldo è venuta in laboratorio, Ma non solo per questo. I ricercatori hanno scoperto che il "bianco" Watson, papà del Dna, non è che possa far sfoggio di un gran bel patrimonio genetico. Difatti, le coppie di geni sono stati trattate con un farmaco antidepressivo e con uno contro il cancro.
Ebbene, entrambi sono stati metabolizzati diversamente proprio a causa delle differenze genetiche nei due Dna. Venter possiede infatti due alleli funzionali, i mattoncini che costituiscono i gradini della scala a chiocciola che è il Dna, che lo rendono un ottimo metabolizzatore dei farmaci. Watson, invece, ha alleli molto meno attivi. Ovvero, Venter batte Watson 2 a 0.

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Pubblicato il 22/08/2008