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Primo trapianto di rene incompatibile
Grande successo a Parma

Ha avuto successo in Italia il primo trapianto di rene da donatore vivente incompatibile eseguito all`ospedale Maggiore di Parma. C`è chi darebbe il cuore per il proprio amato. Lei, invece, gruppo sanguigno A1, a suo marito ha "regalato" un rene. Ora l`uomo, gruppo sanguigno 0, è in buone condizioni e sta effettuando la terapia post operatoria.
Usuale in Giappone, Svezia e Stati Uniti, un intervento di questo tipo è invece del tutto innovativo e sperimentale in Italia. Dal punto di vista chirurgico identico ai "normali" trapianti di reni compatibili, questa nuova tipologia di operazione prevede un delicato e complesso iter preparatorio sul paziente ricevente per ridurre al minimo la possibilità di un rigetto iperacuto.
La terapia desensibilizzante per effettuare questo tipo di trapianto, chiamato "AB0-incompatibile", ha inizio circa un mese prima dell`operazione. Il primo passo è eseguire l`aferesi, con la quale si rimuovono gli anticorpi. Lo step successivo è inibire la produzione di anticorpi contro il gruppo sanguigno estraneo.
L`operazione è stata eseguita nelle scorse settimane, ma la notizia si è diffusa solo in questi giorni. L`uomo è seguito costantemente da Umberto Maggiore, responsabile del reparto degenze del Centro trapianti dell`unità operativa di Nefrologia dell`ospedale di Parma, da Carlo Buzio, direttore di Nefrologia dell`Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, dai chirurghi Maria Patrizia Mazzoni, Enzo Capocasale e Raffaele Della Valle, dall`esperta in Immunoematologia e trasfusioni Maria Sassi e da Paola Zanelli, del reparto di Genetica medica. Il decorso post operatorio è del tutto simile a quello di un regolare trapianto "AB0 compatibile".
In Italia le donazioni di rene da persone viventi non arrivano al 5% del totale: il successo di questo tipo di trapianto potrebbe far aumentare fino al 20-30% le possibilità di identificare potenziali donatori viventi.

di (25/08/2008)

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