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Cuore, se batte troppo mette a rischio la salute

Se Gianni Morandi "andava a 100 all`ora per trovar la bimba sua" il nostro cuore invece, non dovrebbe superare i 70 battiti al minuto. In condizioni fisiologiche, si intende. E questa regola non vale solo per chi soffre di patologie cardiache, ma anche per chi è in buona salute. Attenzione dunque ai battiti cardiaci, che possono indicarci se qualcosa nel nostro corpo non va.
Ad affermarlo è Roberto Ferrari, direttore della Clinica cardiologica dell`Università di Ferrara e neopresidente dell`Esc, la Società europea di cardiologia. Due studi pubblicati a fine agosto sulla rivista The Lancet, entrambi con la firma di Ferrari, indicano che la prima strada per prevenire le malattie cardiache è proprio il monitoraggio delle pulsazioni, che è "il piu` semplice, preciso e meno costoso indice prognostico", spiega Ferrari.
Lo studio "Europa", di cui Ferrari è coordinatore, ha visto la partecipazione di 12 mila pazienti cardiopatici non gravi (senza scompenso cardiaco), e ha dimostrato che il loro limite massimo di battiti è di 75 al minuto, oltre il quale il rischio di mortalità aumenta del 24% e quello dello scompenso cardiaco del 54%".
Il secondo studio, "Beautiful", ha invece dimostrato che in pazienti con iniziale scompenso cardiaco il numero di pulsazioni al minuto da non superare è 70: "Oltre questo limite - spiega Ferrari - il rischio di mortalita` cardiovascolare aumenta del 34%, quello dello scompenso del 56%, e la probabilità di avere un infarto sale del 46%".
Durante il congresso l`esperto ha anche spiegato perché un`elevata frequenza cardiaca non sia un fattore positivo per la salute: "È una questione di consumi e di energia - conclude-. Il nostro cuore fa un incredibile lavoro ogni giorno: 100 mila battiti (35 milioni in un anno), 9000 litri di sangue pompati nel sistema cardiovascolare che copre120 mila chilometri, che vengono percorsi dal sangue in soli 20 secondi". Un lavoro che per il cuore è già faticosissimo se svolto a battito regolare. Meglio non sovraffaticarlo.

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Pubblicato il 10/09/2008