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Innesti venosi:
studiosi americani,
«Meglio quelli naturali»
Innesti venosi artificiali o naturali? Stando a uno studio pubblicato sul Journal of Vascular Surgery le vene “naturali” sarebbero più adatte per realizzare innesti aortici rispetto alle vene sintetiche, meno resistenti e più a rischio di infezione.
Patrick Clagett - responsabile del reparto di chirurgia vascolare dell`Università del Texas Southwestern (Usa) e principale autore dello studio - ha sviluppato una nuova tecnica chiamata NAIS (neo-aortoiliac system) che aiuta a curare le infezioni degli innesti aortici: attraverso questa metodica l’arteria infetta viene sostituita con un segmento di vena presa dalla coscia del paziente in trattamento. “Dal momento che effettuiamo questa operazione dal 1990, i dati che abbiamo accumulato nel corso degli anni hanno messo in evidenza che questa procedura è di gran lunga superiore alle altre. Quando usiamo tessuti dello stesso paziente per costruire un nuovo innesto, si hanno meno probabilità che si formino coaguli all`interno della vena innestata e meno probabilità che si sviluppino nuovi trombi".
Gli innesti aortici, spiegano gli studiosi, sono necessari soprattutto per trattare le malattie arteriose periferiche - condizioni in cui la circolazione del sangue si riduce, e che hanno spesso come unica cura l`intervento chirurgico - e gli aneurismi aortici. In alcuni casi si procede all’autotrapianto di vasi sanguigni; in altri casi si utilizzano vene artificiali: dallo studio è emerso che le infezioni dovute agli innesti aortici sintetici sono più frequenti, pari a circa il 2-3% dei casi, molti dei quali possono portare a gravi complicazioni e alla morte.
Patrick Clagett - responsabile del reparto di chirurgia vascolare dell`Università del Texas Southwestern (Usa) e principale autore dello studio - ha sviluppato una nuova tecnica chiamata NAIS (neo-aortoiliac system) che aiuta a curare le infezioni degli innesti aortici: attraverso questa metodica l’arteria infetta viene sostituita con un segmento di vena presa dalla coscia del paziente in trattamento. “Dal momento che effettuiamo questa operazione dal 1990, i dati che abbiamo accumulato nel corso degli anni hanno messo in evidenza che questa procedura è di gran lunga superiore alle altre. Quando usiamo tessuti dello stesso paziente per costruire un nuovo innesto, si hanno meno probabilità che si formino coaguli all`interno della vena innestata e meno probabilità che si sviluppino nuovi trombi".
Gli innesti aortici, spiegano gli studiosi, sono necessari soprattutto per trattare le malattie arteriose periferiche - condizioni in cui la circolazione del sangue si riduce, e che hanno spesso come unica cura l`intervento chirurgico - e gli aneurismi aortici. In alcuni casi si procede all’autotrapianto di vasi sanguigni; in altri casi si utilizzano vene artificiali: dallo studio è emerso che le infezioni dovute agli innesti aortici sintetici sono più frequenti, pari a circa il 2-3% dei casi, molti dei quali possono portare a gravi complicazioni e alla morte.
di (07/01/2010)

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