Non sono smemorate:
nella mente di mamma
c’è spazio solo il bebè
La gravidanza non rende le donne smemorate: il mito che il cervello delle signore in gravidanza subisca una perdita di colpi è stato sfatato da uno studio condotto dai ricercatori dell`Australian National University guidati da Helen Christensen. La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sul British Journal of Psychiatry, è stata condotta su 1.241 donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni: e dai risultati non sono emersi cambiamenti significativi nella memoria e nell`agilità mentale delle donne in dolce attesa.
Gli scienziati hanno scoperto che la memoria delle donne non subisce deficit durante la gravidanza: "Il problema è che i manuali di gravidanza affermano che le donne possono andare incontro a problemi di memoria e di concentrazione - spiega Christensen -. Per questo le donne e i loro partner sono pronti ad attribuire alla gestazione ogni piccola dimenticanza".
Quello che capita, in realtà, "è che le donne incinte spostano la loro attenzione dalle questioni di lavoro a quelle che riguardano la gravidanza e la nascita del bimbo, e può capitare che quindi si `distraggano` rispetto alle mansioni lavorative e ordinarie - conclude Christensen -. Tuttavia, questo spostamento del focus attenzionale è adattivo, e certamente non può essere etichettato come `deficit cognitivo` come è stato fatto finora".
Gli scienziati hanno scoperto che la memoria delle donne non subisce deficit durante la gravidanza: "Il problema è che i manuali di gravidanza affermano che le donne possono andare incontro a problemi di memoria e di concentrazione - spiega Christensen -. Per questo le donne e i loro partner sono pronti ad attribuire alla gestazione ogni piccola dimenticanza".
Quello che capita, in realtà, "è che le donne incinte spostano la loro attenzione dalle questioni di lavoro a quelle che riguardano la gravidanza e la nascita del bimbo, e può capitare che quindi si `distraggano` rispetto alle mansioni lavorative e ordinarie - conclude Christensen -. Tuttavia, questo spostamento del focus attenzionale è adattivo, e certamente non può essere etichettato come `deficit cognitivo` come è stato fatto finora".
di m.c. (08/02/2010)

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