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Arterie a rischio:
troppo sale
nei cibi confezionati

Rischio “morte bianca”: più del 70 percento dei cibi confenzionati e take-away contengono troppo sale e costituiscono un serio pericolo per cuore e arterie. Lo sostengono i ricercatori australiani in uno studio condotto presso il George Institute di Sydney, i cui risultati sono apparsi sull`American Journal of Clinical Nutrition.
Gli studiosi hanno analizzato più di 7.000 prodotti di 10 diversi gruppi di alimenti e hanno scoperto che il pericolo maggiore si annida in salse e cremine: vi hanno rintracciato in media 1,3 grammi di sale in cento grammi e, secondo i nutrizionisti, mezzo grammo è una quantità eccessiva. Seguono a ruota le carni in scatola e i cereali.
Fa bene al gusto, ma nuoce alla salute: “Nella maggior parte dei cibi confezionati – spiega Jacqueline Webster, coordinatrice dello studio – il sale non serve per mantenere fresco il prodotto, ma semplicemente per renderlo più appetibile al palato”. A scapito delle coronarie: “Un regime alimentare a basso contenuto di sodio potrebbe migliorare la condizione di salute di tutti – prosegue Webster – non solo dei pazienti ipertesi e cardiopatici”.
Non più di 6 grammi di sale al giorno, raccomandano dietologi e nutrizionisti, quindi occhio alle etichette dei prodotti confezionati, come carne e tonno in scatola, insaccati, piatti pronti surgelati o in busta: meglio le carni bianche delle carni rosse, il formaggio fresco è preferibile a quello stagionato e l`olio extravergine d`oliva al burro.

di c.s.

Data: 12/02/2010

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