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Trattamenti fertilità: in arrivo un farmaco per la stimolazione ovarica

Importanti novità nel campo della fecondazione assistita. Sarà presto in commercio un nuovo farmaco che riduce il numero delle punture necessarie per la stimolazione ovarica. La Commissione europea ha dato il via libera all`utilizzo in ambito clinico della Corifollitropina alfa iniettabile, farmaco indicato per la stimolazione ovarica controllata in associazione con un antagonista dell`ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) in grado di indurre lo sviluppo di follicoli multipli nelle donne sottoposte a cicli di procreazione assistita. Questo è il primo farmaco follicolostimolante che svolge un`azione di lunga durata. Grazie alla sua capacità di iniziare e mantenere una crescita follicolare multipla per un`intera settimana, una singola iniezione sottocutanea della dose può sostituire le prime sette iniezioni di una qualsiasi preparazione giornaliera a base di ormone follicolostimolante ricombinante in un ciclo di trattamento. “L’introduzione sul mercato di questo nuovo farmaco costituisce un miglioramento del comfort per la donna che non deve fare punture quotidiane per una settimana durante le procedure di stimolazione ovarica per la fecondazione assistita. Questo potrebbe essere utile in circostanze nelle quali le iniezioni sono difficili da eseguire, come quando si è in viaggio”, spiega Claudio Manna, ginecologo dell`Università di Roma “Tor Vergata”, esperto di medicina della riproduzione.
Secondo lo studio Engage, il tasso di gravidanze ottenute con il nuovo farmaco (38,9%) è simile a quello ottenuto nelle pazienti trattate con una dose giornaliera di rFSH (38,1%). Tuttavia ci sono anche delle controindicazioni. La sindrome da iperstimolazione ovarica è quella più frequente con il 5,2% dei casi, seguita da dolore pelvico (4,1%) e cefalea (3,2%). “Il problema connesso con questo farmaco è l`impossibilità di modulazione quotidiana. Infatti, la stimolazione ovarica in genere deve essere personalizzata perché ogni donna e persino ogni ciclo mestruale possono avere una reazione diversa alla stessa dose. Si può infatti usare con sufficiente tranquillità solo in quelle donne la cui risposta è davvero molto prevedibile”, spiega Manna. “Nelle altre che potrebbero avere una risposta non adeguata, si può essere costretti ad integrare la dose settimanale con altri farmaci quotidiani di rinforzo, vanificando così la novità del prodotto. Nelle donne che tendono a rispondere eccessivamente, invece, come le più giovani e le portatrici di ovaio policistico, non c’è più la possibilità di ridurre la dose perché la durata della sua azione è fissata in partenza. E’ un po` come accendere una miccia che non si può più spegnere”. Secondo il ginecologo la vera svolta potrebbe arrivare tra alcuni anni “quando sarà in commercio un nuovo farmaco che stimolerà le ovaie per via orale sotto forma di compresse, liberando la donna dalla schiavitù delle iniezioni”.

di Paolo Ribichini
Pubblicato il 05/02/2010