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Sport oltre i limiti: è il doping genetico l’ultima frontiera

Epo, Cera, anabolizzanti e ormoni. Vecchi trucchi per andare più forte in pista, in sella, in vasca. Ma se alle prossime Olimpiadi dovessero crollare molti record del mondo, potrebbe essere grazie al "doping genetico". A lanciare l`allarme dalle pagine della rivista Science è Ted Friedmann, direttore del Centro di Genetica Molecolare dell`Università della California di San Diego e consulente della WADA, l`Agenzia mondiale Anti-Doping. Manipolare il genoma, taroccare il Dna per migliorare le prestazioni atletiche, aumentare la produzione di globuli rossi nel sangue e l`ossigeno nei tessuti, gonfiare i muscoli, alzare la soglia del dolore, modificare il metabolismo introducendo nel corpo il "gene del vincitore" è già possibile. Quanto pericoloso, avverte Friedmann.
Fantasport e fantatleti - "Sappiamo già come introdurre i geni per correggere le malattie", afferma Friedmann. Il passo successivo, che qualcuno potrebbe aver già compiuto, è utilizzare le stesse tecnologie per migliorare le performance sportive. Non è detto, spiega infatti l`esperto, che qualche laboratorio nel mondo non stia pensando di trasferire le conoscenze acquisite dai topi ai campioni. E le prossime Olimpiadi invernali di Vancouver potrebbero essere il banco di prova per novelli dottor Frankenstein. Tanto da spingere gli acchiappa-dopati come Friedmann a mettere sul "chi va là" gli atleti: "È garantito - scrive - che con le tecnologie attuali sia molto pericoloso".
I super-geni - Flebo, fiale, pilloline magiche e trasfusioni miracolose sono destinate a finire nelle antologie mediche per truffatori da spogliatoio. Roba da vecchi stregoni della Germania Est o dell`Urss. Ma alterare i geni al posto dell`emoglobina potrebbe rivelarsi molto più rischioso, dicono Friedmann e colleghi. Con effetti irreversibili per chi prova sulla propria pelle esperimenti di ingegneria umana. Per modificare il Dna, si usano infatti  virus inattivati (vettori retrovirali) che trasportano il gene e producono la mutazione voluta. Diventare più resistenti alla fatica, ad esempio. Ma anche altre reazioni organiche potenzialmente sconosciute. "Sappiamo cosa provocano sull`organismo gli steroidi - spiega Mark Frankel, coautore dello studio - ma non sappiamo cosa possono scatenare le alterazioni del Dna". Modificazioni che potrebbero "avere conseguenze imprevedibili per la salute".
La sfida, adesso, è scovare l`atleta-imbroglione. Per il vecchio armamentario, eritropoietina e steroidi, bastavano, si fa per dire, le analisi del sangue e delle urine. Più i trucchi diventano sofisticati e impalpabili, più l`anti-doping deve star loro dietro. Al momento, ammette Frankel, "non abbiamo test per individuare le manipolazioni genetiche". Ai prossimi Giochi, i furbi potrebbero vincere così.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 05/02/2010