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«Erbe senza piombo»
L`India difende l`ayurvedica
Dalle parti del Governo indiano non sono piaciuti gli studi di matrice statunitense sulla presunta tossicità dei farmaci ayurvedici. L`AYUSH, il dipartimento che si occupa di ayurvedica, yoga, medicina unani, naturopatia e omeopatia, è ritornato sulla polemica, sostenendo senza mezzi termini che la ricerca pubblicata dal Journal of American Medical Association (JAMA) sia frutto di analisi incomplete e cariche di pregiudizi.
In una conferenza stampa, il Ministro della salute, Anbumani Ramdoss, respinge le accuse americane affermando che l`India non esporta prodotti ayurvedici che presentino nella composizione metalli pesanti, in ottemperanza ad una norma giuridica in vigore dal 1 gennaio 2006. Inoltre, test scientifici per rilevare la presenza di eventuali agenti contaminanti nelle miscele di erbe medicinali sono previsti già dal 2003.
A conferma di tale tesi, vengono riportati i risultati di esami condotti su 600 piante medicinali indiane da tre laboratori, l`Indian Institute of Toxicological Research di Lucknow, lo Sri Ram Institute of Industrial Toxicology di New Delhi e il Center for Research in Indian Medicine della Shastra University di Thanjavur. Gli esperti hanno analizzato erbe selvatiche e provenienti da giardini di piante medicinali e nessuna presentava concentrazioni di piombo, arsenico o mercurio oltre la soglia consentita dall`Organizzazione Mondiale della Sanità.
L`approccio pregiudiziale della ricerca pubblicata sul JAMA sarebbe confermata, secondo secondo la ricostruzione del Ministero della salute indiano, dal fatto che vengono presi in esame prodotti venduti tramite internet per i quali non è fornita nessuna indicazione circa la provenienza. Alcuni di questi medicinali, inoltre, sono delle miscele che contengono i metalli sottoposti al processo di detossificazione in qualità di agenti terapeutici e per i quali non sono state segnalate controindicazioni.
In una conferenza stampa, il Ministro della salute, Anbumani Ramdoss, respinge le accuse americane affermando che l`India non esporta prodotti ayurvedici che presentino nella composizione metalli pesanti, in ottemperanza ad una norma giuridica in vigore dal 1 gennaio 2006. Inoltre, test scientifici per rilevare la presenza di eventuali agenti contaminanti nelle miscele di erbe medicinali sono previsti già dal 2003.
A conferma di tale tesi, vengono riportati i risultati di esami condotti su 600 piante medicinali indiane da tre laboratori, l`Indian Institute of Toxicological Research di Lucknow, lo Sri Ram Institute of Industrial Toxicology di New Delhi e il Center for Research in Indian Medicine della Shastra University di Thanjavur. Gli esperti hanno analizzato erbe selvatiche e provenienti da giardini di piante medicinali e nessuna presentava concentrazioni di piombo, arsenico o mercurio oltre la soglia consentita dall`Organizzazione Mondiale della Sanità.
L`approccio pregiudiziale della ricerca pubblicata sul JAMA sarebbe confermata, secondo secondo la ricostruzione del Ministero della salute indiano, dal fatto che vengono presi in esame prodotti venduti tramite internet per i quali non è fornita nessuna indicazione circa la provenienza. Alcuni di questi medicinali, inoltre, sono delle miscele che contengono i metalli sottoposti al processo di detossificazione in qualità di agenti terapeutici e per i quali non sono state segnalate controindicazioni.
di (10/09/2008)

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