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Il super-microscopio vede fin dentro i virus in azione

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Studio Nature:
brevettata bio-fotocamera
per diagnosi «al pixel»

Sono entrati dentro al cuore e ne sono usciti con foto in movimento. La trama da Viaggio nel corpo umano è opera dei ricercatori dell`Università di Oxford che hanno realizzato una tecnologia fotografica che promette di modificare le indagini biologiche, ma anche la fotografia sportiva, la tv digitale e non solo. La macchina fotografica del futuro potrebbe chiamarsi TPM, Temporal Pixel Multiplexing.
Dal cuore in 3D - Lo studio, pubblicato su Nature Methods, è nato dalla realizzazione di un modello computerizzato di cuore in 3D "navigabile" fin dentro la sua struttura cellulare. Di qui, i ricercatori britannici finanziati dalla British Heart Foundation e dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council, hanno esteso le conoscenze mettendo a punto un software che permette di gestire ogni pixel come fosse una micro-telecamera e di unire milioni di parti per realizzare filmati di altissima risoluzione.
Catturare il tempo - Combinando le tecnologie disponibili delle apparecchiature fotografiche con quelle dei proiettori digitali, il professor Peter Kohl e colleghi hanno messo a punto un software per catturare, ad esempio, un virus che viaggia da una cellula all`altra. "Chiunque abbia mai provato a riprendere foto o video di una scena ad alta velocità, dal calcio alla formula uno  - dice Kohl - sa quanto è difficile ottenere un`immagine nitida". Anche con una potente reflex le cose non cambiano. Stesso discorso con la biologia, "dove si possono perdere informazioni vitali - ricorda Kohl - come i cambiamenti molto rapidi dell`intensità della luce nelle molecole fluorescenti che raccontano cosa accade all`interno della cellula".
Così è nata l`idea di dividere tutti i pixel di un`inquadratura in singoli snapshot, controllati dal software. Se si utilizza un modello di ripresa a 16 pixel, si possono riprodurre sedici immagini in versione statica oppure usarle una dopo l`altra per creare un filmato ad alta velocità. Un obiettivo ottenuto, finora, solo con mezzi molto costosi. Il brevetto è all’esame della Cairn Research Ltd., gruppo industriale che costruisce strumenti scientifici e l’Università di Nottingham sta cercando di trasferirlo a videocamere e macchine fotografiche.

di cosimo colasanto (15/02/2010)

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