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Un milione i malati ignari, diabete «ospite indiscreto»

Un milione e mezzo di italiani sono malati di diabete, ma non ne sono a conoscenza. Secondo Gabriele Perriello, responsabile del Centro nutrizione clinica del Dipartimento di medicina interna dell`Università di Perugia, circa il 2-3% di individui non sa di esserne affetto “perché non dà sintomi - spiega - tranne quello di urinare molto". A questi va aggiunto un 5-6% della popolazione italiana, all`incirca 3 milioni di persone, ai quali la patologia è stata diagnosticata.
Questi sono i dati emersi nel corso di una conferenza stampa promossa dalla GlaxoSmithKline, che ha evidenziato la pericolosità di una malattia troppo spesso sottovalutata. Il diabete “è la prima causa di cecità legale e di dialisi – ha spiegato Edoardo Mannucci, del Servizio di Diabetologia dell`Ospedale Careggi di Firenze - . Nel mondo il diabete è la quinta causa di decessi dopo le infezioni, le malattie cardiovascolari, i tumori e gli incidenti”.
Ciononostante in Italia non viene eseguita un`adeguata prevenzione e, in tal modo, capita che le persone si ammalino senza rendersene conto: "Chi è stato colpito dalla malattia - spiega Agostino Consoli, ordinario di endocrinologia all`Università degli studi di Chieti - non avverte disturbi e dolori e spesso non conosce le complicanze e le conseguenze della patologia”.
Ma il problema non riguarda soltanto l`Italia: il diabete si configura come un`emergenza planetaria (riconosciuta dalle Nazioni Unite) che uccide una persona ogni 10 secondi e che, secondo l`International Diabetes Federation, riguarda oltre 245 milioni di persone al mondo.
"È la prima volta che la massima organizzazione mondiale si attiva per sensibilizzare l`opinione pubblica su una malattia non trasmissibile, dedicandole la stessa attenzione riservata all`Aids, alla tubercolosi o alla malaria - afferma Massimo Porta, presidente del Comitato organizzatore locale Easd (European association for the study of diabetes) -. Questo perché il diabete è ormai considerato una minaccia reale per la salute pubblica, anche se pochi sanno che la malattia rappresenta una delle principali cause di morte prematura nel mondo".
Emerge dunque l`importanza di un`adeguata conoscenza della patologia, affinché possa essere esercitata una maggiore prevenzione. In particolare, suggeriscono gli esperti, tutte le persone di età superiore ai 45 anni dovrebbero eseguire periodicamente un controllo sul valore della glicemia, perché si prevede che fra due decenni sarà diabetico quasi 1 italiano su 10 sopra i 50 anni. "La sfida che questa malattia pone al mondo - aggiunge Ele Ferrannini, Presidente Easd - può essere affrontata solo unendo politiche di prevenzione, diagnosi precoci, cura e indagine scientifica".

di Antonello Amici
Pubblicato il 01/09/2008