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Mens activa, cervello sano: imparare per combattere il declino cognitivo

Matematica o geografia, poco importa: per mantenere il cervello in forma quel che conta  è imparare sempre qualcosa di nuovo. Secondo i neurobiologi dell`University of California di Irvine, infatti, è l`apprendimento la strategia per combattere l`invecchiamento cerebrale e l`indebolimento della memoria. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Grazie a complesse tecniche di visualizzazione dell`attività del cervello, gli esperti hanno dimostrato che incamerare nuove informazioni stimola il funzionamento dei ricettori neuronali, attivati da una proteina, il fattore neurotrofico cerebrale (Bdnf), che a sua volta favorisce la crescita e la differenziazione delle sinapsi. La proteina Bdnf sarebbe, in pratica, la chiave per comprendere i meccanismi di formazione della memoria e di potenziamento del cervello.
I ricercatori hanno inoltre messo in collegamento questo processo con i ritmi teta, frequenze cerebrali che coincidono con lo stato di dormiveglia e che risultano associate alla codificazione di nuove informazioni. Dagli studi condotti sulle cavie è riusltato che sia i meccanismi di apprendimento che l`applicazione artificiale di ritmi teta stimolano l`attività della proteina Bdnf e quindi l`aumento delle sinapsi. “I ritmi teta si affievoliscono nella vecchiaia – spiega Christine Gall, coordinatrice dello studio – e le nostre ricerche suggeriscono che potrebbe essere questa la causa dell`indebolimento della memoria legato all`età. Inoltre, i test sembrano dimostrare che tenere il cervello in allenamento permette di mantenere i livelli di Bdnf ad un tasso costante e quindi combattere il fisiologico declino cognitivo”.
I ricercatori stanno adesso cercando di scoprire se i segnali dell`apprendimento diminuiscono con l`avanzare degli anni e se è possibile sperimentare una terapia farmacologica che possa ostacolare questo processo.

di c.s.
Pubblicato il 10/03/2010