Oncologia in Italia:
bene l’assistenza
ma raddoppia la spesa
Assistenza domiciliare promossa, Sud in recupero, ma radioterapia assente nel 40% delle strutture e spesa ospedaliera per i farmaci quasi raddoppiata negli ultimi 5 anni (2,2 milioni di euro per centro nel 2009, +90% rispetto al 2004, quando ammontava a circa 1,1 milione di euro).
È l`oncologia italiana, nella radiografia dell`Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che ha presentato stamattina il Libro Bianco 2010 a Roma nella sede del ministero della Salute. Uno scenario completo, 230 strutture censite, che scopre eccellenze e zone d`ombra. (Guarda la scheda: i numeri dell`oncologia)
I dati - Quasi l’87% delle oncologie ha attivo un servizio di assistenza domiciliare e il 33% dispensa medicinali per la cura dei tumori a casa. In questo, i pazienti delle regioni centrali risultano più penalizzati, mentre le unità operative del Sud si avvicinano per efficienza al settentrione: un’oncologia del Nord tratta a casa in media 200 pazienti, 148 al Sud-Isole, 118 al Centro.
Pet triplicate - Dal 2003, le Pet (tomografia) per le diagnosi sono triplicate: erano disponibili nel 10% delle strutture, oggi lo sono nel 30% dei centri, mentre scintigrafie e risonanze magnetiche (Rm) sono quasi raddoppiate passando dal 36 al 61% e dal 51 al 90% rispettivamente. Progressi più lenti negli apparecchi per radioterapia (presenti nel 60% delle strutture), mentre si registra una discesa media del 20% degli psicologi passati da 1,6 in media per centro oncologico nel 2005 a 1,3 nel 2009.
Patologia cronica - "Abbiamo strutture che per diagnosi, terapia e ricerca sono le più avanzate al mondo - ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio intervenendo alla presentazione - e stiamo procedendo al censimento delle eccellenze per creare un network delle Reti oncologiche regionali che pubblicizzeremo all`estero mettendolo a disposizione di tutti i Paesi dell`area del mediterraneo". Fazio ha sottolineato l`importanza del territorio e delle cure domiciliari, perché "negli ultimi anni abbiamo assistito a progressi che hanno allungato la sopravvivenza dei pazienti, ai quali dobbiamo garantire una migliore qualità della vita". I tumori si stanno trasformando sempre più in una patologia cronica, ha sottolineato il ministro. E nell`aumento della speranza di vita molto ha contato l`introduzione dei farmaci oncologi innovativi, che tuttavia negli ultimi 5 anni hanno fatto quasi raddoppiare la spesa ospedaliera. A questo proposito "sono necessari meccanismi di sostenibilità, approfondendo la specificità delle terapie personalizzate e per rendere omogenea la spesa regionale con il prontuario Aifa", ha spiegato Fazio, annunciando che presto saranno emanati anche i nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza.
Terapie anti-dolore - La cronicità chiama in causa l`umanizzazione delle cure. In corsia e fuori. Dal 2001, i servizi riabilitativi (passati dal 4,6% al 41,7% odierno) e quelli per i malati terminali hanno compiuto i progressi maggiori: le strutture per terapie anti-dolore sono quadruplicate, arrivando all’80% dei casi nel 2009, dal 70% nel 2005 e dal 20% nel 2001. La "Carta dei servizi" dell`Aiom, vero e proprio annuario regione per regione dell’assistenza in 230 oncologie italiane, propone una mappa dell`accessibilità a tutte le strutture nazionali "ragionata in base alle patologie e comprensiva di indirizzi e numeri di telefono di ogni centro", ha ricordato il presidente Aiom Carmelo Iacono, che sui costi ha affermato come "l`unica garanzia per il sistema sia riportare nell`appropriatezza terapeutica ogni prestazione che viene erogata".
È l`oncologia italiana, nella radiografia dell`Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che ha presentato stamattina il Libro Bianco 2010 a Roma nella sede del ministero della Salute. Uno scenario completo, 230 strutture censite, che scopre eccellenze e zone d`ombra. (Guarda la scheda: i numeri dell`oncologia)
I dati - Quasi l’87% delle oncologie ha attivo un servizio di assistenza domiciliare e il 33% dispensa medicinali per la cura dei tumori a casa. In questo, i pazienti delle regioni centrali risultano più penalizzati, mentre le unità operative del Sud si avvicinano per efficienza al settentrione: un’oncologia del Nord tratta a casa in media 200 pazienti, 148 al Sud-Isole, 118 al Centro.
Pet triplicate - Dal 2003, le Pet (tomografia) per le diagnosi sono triplicate: erano disponibili nel 10% delle strutture, oggi lo sono nel 30% dei centri, mentre scintigrafie e risonanze magnetiche (Rm) sono quasi raddoppiate passando dal 36 al 61% e dal 51 al 90% rispettivamente. Progressi più lenti negli apparecchi per radioterapia (presenti nel 60% delle strutture), mentre si registra una discesa media del 20% degli psicologi passati da 1,6 in media per centro oncologico nel 2005 a 1,3 nel 2009.
Patologia cronica - "Abbiamo strutture che per diagnosi, terapia e ricerca sono le più avanzate al mondo - ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio intervenendo alla presentazione - e stiamo procedendo al censimento delle eccellenze per creare un network delle Reti oncologiche regionali che pubblicizzeremo all`estero mettendolo a disposizione di tutti i Paesi dell`area del mediterraneo". Fazio ha sottolineato l`importanza del territorio e delle cure domiciliari, perché "negli ultimi anni abbiamo assistito a progressi che hanno allungato la sopravvivenza dei pazienti, ai quali dobbiamo garantire una migliore qualità della vita". I tumori si stanno trasformando sempre più in una patologia cronica, ha sottolineato il ministro. E nell`aumento della speranza di vita molto ha contato l`introduzione dei farmaci oncologi innovativi, che tuttavia negli ultimi 5 anni hanno fatto quasi raddoppiare la spesa ospedaliera. A questo proposito "sono necessari meccanismi di sostenibilità, approfondendo la specificità delle terapie personalizzate e per rendere omogenea la spesa regionale con il prontuario Aifa", ha spiegato Fazio, annunciando che presto saranno emanati anche i nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza.
Terapie anti-dolore - La cronicità chiama in causa l`umanizzazione delle cure. In corsia e fuori. Dal 2001, i servizi riabilitativi (passati dal 4,6% al 41,7% odierno) e quelli per i malati terminali hanno compiuto i progressi maggiori: le strutture per terapie anti-dolore sono quadruplicate, arrivando all’80% dei casi nel 2009, dal 70% nel 2005 e dal 20% nel 2001. La "Carta dei servizi" dell`Aiom, vero e proprio annuario regione per regione dell’assistenza in 230 oncologie italiane, propone una mappa dell`accessibilità a tutte le strutture nazionali "ragionata in base alle patologie e comprensiva di indirizzi e numeri di telefono di ogni centro", ha ricordato il presidente Aiom Carmelo Iacono, che sui costi ha affermato come "l`unica garanzia per il sistema sia riportare nell`appropriatezza terapeutica ogni prestazione che viene erogata".
di cosimo colasanto (03/03/2010)

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