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Fiocco blu più probabile se mamma a colazione mangia latte e cereali

Non solo siamo ciò che mangiamo, come diceva il filosofo Ludwig Feuerbach: secondo una ricerca pubblicata su PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences siamo addirittura ciò che mangiano le nostre mamme a partire dalla gravidanza, quando siamo ancora nel pancione. Dalla ricerca condotta da Cheryl Rosenfeld dell`Università del Missouri, infatti, emerge che quello che le donne mangiano nelle prime fasi della gravidanza influenza il sesso del nascituro: le donne incinte che seguono una dieta più ricca, con colazioni abbondanti e un consumo maggiore di cibi grassi, hanno più probabilità di avere un maschietto, mentre le mamme più "fit" e più attente alla linea anche durante la dolce attesa hanno maggiori possibilità di partorire una bimba.
"Dai dati emerge che diete ad alto contenuto calorico e che prevedono prime colazioni costanti e abbondanti favoriscono la nascita di maschietti - spiega Rosenfeld - mentre le diete a basso contenuto calorico tendono a favorire le femminucce". La ricerca mostra che un elevato introito calorico durante la gravidanza può spostare le probabilità da 10 a 11 di avere, ogni 20 nascite, un figlio maschio. "Le donne che hanno partorito dei maschi avevano inoltre consumato una quantità maggiore e una più ampia gamma di sostanze nutritive tra cui potassio, calcio e vitamine C, E e B12. E, per colazione, mangiavano principalmente cereali".
La ricerca segue le tracce di uno studio di due anni fa dal quale risultò che la dieta durante concepimento e gravidanza può influenzare il sesso del bambino: "Negli esseri umani, così come nei topi che abbiamo esaminato - continua Rosenfeld - la restrizione alimentare e una dieta rigida durante il periodo intorno al concepimento e durante la gravidanza possono portare alla perdita selettiva dei feti di sesso maschile, che sono più vulnerabili nel grembo materno".
"Il motivo per cui, però - concludono i ricercatori - una dieta più calorica favorisca la nascita di maschi e un regime alimentare ristretto provochi invece più frequentemente la nascita di bimbe, continua a sfuggirci".

di Miriam Cesta
Pubblicato il 11/03/2010