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Pillola

Pillola contraccettiva
Studio scozzese: «Non
aumenta tassi mortalità»

Tumori e malattie cardiache: per le donne che fanno abitualmente uso della pillola contraccettiva il rischio di morire per queste cause è più basso rispetto a quello che corrono le donne che non hanno mai fatto uso del contraccettivo orale. È quanto emerge da uno studio pubblicato sull`edizione online del British Medical Journal e condotto da Philip Hannaford dell`Università di Aberdeen (Scozia).
Lo studio, che ha analizzato i dati di 46.000 donne seguite per 40 anni, per un totale di più di un milione di anni di vita osservati, dimostra che nel lungo termine le donne che hanno usato contraccettivi orali hanno avuto un tasso più basso di morte per diverse cause, comprese le malattie cardiache e tutti i tumori - in particolare quelli che interessano intestino, utero e ovaie.
Iniziato nel 1968, lo studio mette in evidenza che il tasso di mortalità per diverse cause si riduce soprattutto nelle donne che hanno fatto uso dell`anticoncezionale orale e hanno più di 40 anni. Per le donne più giovani, invece, i tassi di mortalità risultano leggermente più alti, con 20 morti all`anno ogni 100.000 donne per chi ha meno di 30 anni e 24 morti ogni 100.000 donne tra le 30-39enni. Tra le donne tra i 40 e i 49 anni, invece, sono state stimate 14 morti in meno ogni 100.000 donne, 86 morti in meno per la fascia d`età 50-59, 122 morti in meno per le 60-69enni e 308 morti in meno per le donne dai 70 anni in su.
"Molte donne, specialmente quelle che hanno utilizzato la prima generazione di contraccettivi orali diversi anni fa, saranno rassicurate dai nostri risultati - spiega Hannaford -. Tuttavia, l`esito della ricerca potrebbe non riflettere l`esperienza delle donne che usano gli attuali anticoncezionali per bocca, che hanno preparazioni differenti".
Gli autori concludono che il loro studio dimostra che "la contraccezione orale non è significativamente associato a un aumentato rischio a lungo termine della morte ma che, al contrario, conferisce un beneficio a chi ne fa uso", e che tuttavia "l`equilibrio dei rischi e dei benefici a livello mondiale può variare, a seconda di modelli di utilizzo della contraccezione orale e delle patologie di cui si soffre".

di Miriam Cesta (25/03/2010)

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