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Diagnosi in tempo reale
con l’impianto a
«micro sonde dorate»
Diagnosi e monitoraggio in tempo reale grazie ai “mini sensori dorati” da inserire direttamente nelle cellule dei pazienti. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Chemical Communications dai ricercatori della Scottish Universities Physics Alliance di Edimburgo, in Scozia, guidati da Colin Campbell.
Gli scienziati hanno realizzato una tecnica molto sensibile e veloce basata sull’impiego di un laser a bassa potenza. Si tratta dell’uso di mini sensori chimici rivestiti d’oro, che vengono impiantati all’interno delle cellule del paziente per rilevare la presenza di anomalie. Quando scoprono delle irregolarità, le sonde emettono una luce laser che fa vibrare le proteine situate nelle vicinanze, consentendo agli studiosi di monitorarne la “forma”. Gli esperti spiegano infatti che la dimensione delle molecole varia in relazione all’insorgere e allo sviluppo di una malattia, per cui la tecnica consente di misurare la “reazione” della cellula.
"Realizzando un sensore che può essere tranquillamente impiantato in un tessuto organico combinato con una tecnica di misurazione sensibile alla luce – spiega Campbell -, abbiamo sviluppato un dispositivo capace di favorire la diagnosi e il monitoraggio delle patologie nei pazienti".
Gli scienziati hanno realizzato una tecnica molto sensibile e veloce basata sull’impiego di un laser a bassa potenza. Si tratta dell’uso di mini sensori chimici rivestiti d’oro, che vengono impiantati all’interno delle cellule del paziente per rilevare la presenza di anomalie. Quando scoprono delle irregolarità, le sonde emettono una luce laser che fa vibrare le proteine situate nelle vicinanze, consentendo agli studiosi di monitorarne la “forma”. Gli esperti spiegano infatti che la dimensione delle molecole varia in relazione all’insorgere e allo sviluppo di una malattia, per cui la tecnica consente di misurare la “reazione” della cellula.
"Realizzando un sensore che può essere tranquillamente impiantato in un tessuto organico combinato con una tecnica di misurazione sensibile alla luce – spiega Campbell -, abbiamo sviluppato un dispositivo capace di favorire la diagnosi e il monitoraggio delle patologie nei pazienti".
di nadia comerci (03/04/2010)

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