Invecchiando si impara:
il cervello degli anziani
più adatto a ragionare
L`età porta consiglio. A dirlo non è più solo la saggezza popolare, ma anche la scienza. Per provare, una volta per tutte, che l`età d`argento è anche l`età della ragione i ricercatori dell`Università del Michigan sono ricorsi ad un esperimento psicologico i cui risultati sono pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Gli studiosi hanno riunito 247 persone, divise in tre gruppi per fasce, 24-40 anni, 41-59 e `over` 60, facendole confrontare su temi come immigrazione e integrazione. Delle tre generazioni, quella dei sessantenni si è distinta in proposte in grado di ridurre il conflitto sociale.
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Un effetto della maturità? Non solo, secondo S. Duke Han, neuropsicologo del Rush University Medical Center di Chicago, chiamato a commentare la notizia, a far `ragionare` di più e meglio il popolo dei capelli bianchi potrebbe essere un maggiore sviluppo dei lobi frontali. Queste aree del cervello, spiega il ricercatore, sono la cabina di regia per alcune funzioni chiave del cervello, dalla soluzione dei problemi al ragionamento, fino alla gestione di più attività in parallelo. "Gli anziani potrebbero usare più i loro lobi frontali - spiega Han - per compensare la diminuzione di altre abilità cognitive". Insomma, concludono gli studiosi, ogni età ha la sua intelligenza. Invecchiando si impara a usare il cervello in modi nuovi, ipotesi controcorrente rispetto al ritornello del declino cognitivo in età avanzata.
Gli studiosi hanno riunito 247 persone, divise in tre gruppi per fasce, 24-40 anni, 41-59 e `over` 60, facendole confrontare su temi come immigrazione e integrazione. Delle tre generazioni, quella dei sessantenni si è distinta in proposte in grado di ridurre il conflitto sociale.
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di cosimo colasanto (13/04/2010)

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