Latte, ma non solo:
«L’innovazione
fa bene al settore»
INTERVISTA A GIUSEPPE AMBROSI (ASSOLATTE)
Il suo colore è sinonimo di purezza. Bianco come il latte, non solo un modo di dire. Alimento-base dai primi istanti di vita alla terza (o anche quarta età), del latte e dei suoi derivati ci si fida a tal punto che oggi gli si affidano nuovi compiti di promozione della salute. Latte tout court, ma anche materia prima degli "alimenti funzionali": arrichito con acidi grassi Omega3 che proteggono il cuore, con fitosteroli per ridurre il colesterolo, probiotici essenziali per le difese immunitarie, per regolare il transito intestinale, con vitamina D per prevenire l`osteoporosi. Prodotti che sono già entrati nelle abitudini dei consumatori. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte, associazione che riunisce i principali produttori, 300 aziende che rappresentano il 90% del fatturato.
Il latte sta rivoluzionando il mercato o il mercato dei funzionali rischia di cambiare volto al latte?
I prodotti lattiero caseari sono prodotti già “naturalmente funzionali”. Nella composizione del latte e dei suoi derivati è già presente un mix di elementi al servizio del benessere. Oltre a proteine nobili, minerali e vitamine, sono presenti altre sostanze in grado di svolgere azioni diverse dal semplice nutrire: sono molecole antiossidanti, antipertensive, antinfiammatorie, immunomodulanti che svolgono “funzioni” fisiologiche benefiche per l’uomo. Sono i cosiddetti “componenti funzionali” di latte, yogurt, formaggi e burro.
Partendo da questa funzionalità intrinseca, la ricerca scientifica applicata all’industria ha sviluppato e arricchito questo “pacchetto base”, realizzando prodotti sempre più aderenti alle moderne esigenze dei consumatori ed in linea con i principi per una sana alimentazione. Questo impegno è stato premiato dai consumatori italiani che, evidentemente, riconoscono e apprezzano l’alto profilo nutrizionale e il “valore benessere“ di questa innovazione.
Assolatte come immagina il futuro di questo settore?
Il futuro, in realtà, è già presente in questo settore. Se per diffusione e praticità d’uso il latte è un’ottima base per gli alimenti funzionali, per le sue uniche prerogative nutrizionali il latte è sicuramente uno degli alimenti più studiati.
Da questi studi sono nati i latti funzionali “ad alta digeribilità o delattosato”, arricchiti in vitamine o minerali, o acidi grassi come gli omega 3. Oppure i latti fermentati addizionati con sostanze biologicamente attive, come i fitosteroli e gli antiossidanti, i probiotici che hanno colture vive dotate di proprietà benefiche, i prebiotici e i simbiotici. Tutti prodotti sui quali la ricerca scientifica ha fornito innumerevoli conferme.
Le conoscenze mediche e scientifiche progrediscono ogni giorno e l’industria è alla ricerca di nuove opportunità per migliorare i propri prodotti e svilupparne dei nuovi, formulati anche per rispondere alle esigenze di target molto specifici di consumatori. Esiste già un’ampia scelta di alimenti a disposizione del moderno consumatore, ma adesso gli sforzi sono concentrati anche sull’identificazione di alimenti funzionali potenzialmente capaci di ridurre il rischio, o ritardare l’insorgenza, di alcune patologie.
Legare il concetto di farmaco a quello di cibo non potrebbe sembrare in alcuni casi troppo azzardato, affiancando qualcosa di "artificiale" a qualcosa di genuino?
L’aumento dell’aspettativa di vita e le tendenze demografiche spingono governi, ricercatori, professionisti del settore sanitario e l`industria alimentare a cercare un modo per gestire più efficacemente tali cambiamenti. Ed è un fatto ampiamente riconosciuto che oggi sia possibile ridurre il rischio di malattie e conservare la propria salute e il benessere con uno stile di vita sano, che include anche una dieta corretta. Per il nostro settore, aumentare il valore nutritivo o funzionale del prodotto, piuttosto che sottrarre una componente per taluni sensibilizzante, significa semplicemente fornire un servizio per migliorare il benessere della persona.
Non c’è nulla di “artificiale” nei prodotti funzionali lattiero caseari. Né tantomeno sono, né vengono, proposti come alternativa ai farmaci. “Artificiale”, semmai, è respingere l’idea che il progresso della conoscenza possa applicarsi anche al campo alimentare. O l’idea che innovazione equivalga a manipolazione.
(ultimo aggiornamento 15-04-2010)
Il suo colore è sinonimo di purezza. Bianco come il latte, non solo un modo di dire. Alimento-base dai primi istanti di vita alla terza (o anche quarta età), del latte e dei suoi derivati ci si fida a tal punto che oggi gli si affidano nuovi compiti di promozione della salute. Latte tout court, ma anche materia prima degli "alimenti funzionali": arrichito con acidi grassi Omega3 che proteggono il cuore, con fitosteroli per ridurre il colesterolo, probiotici essenziali per le difese immunitarie, per regolare il transito intestinale, con vitamina D per prevenire l`osteoporosi. Prodotti che sono già entrati nelle abitudini dei consumatori. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte, associazione che riunisce i principali produttori, 300 aziende che rappresentano il 90% del fatturato.
Il latte sta rivoluzionando il mercato o il mercato dei funzionali rischia di cambiare volto al latte?
I prodotti lattiero caseari sono prodotti già “naturalmente funzionali”. Nella composizione del latte e dei suoi derivati è già presente un mix di elementi al servizio del benessere. Oltre a proteine nobili, minerali e vitamine, sono presenti altre sostanze in grado di svolgere azioni diverse dal semplice nutrire: sono molecole antiossidanti, antipertensive, antinfiammatorie, immunomodulanti che svolgono “funzioni” fisiologiche benefiche per l’uomo. Sono i cosiddetti “componenti funzionali” di latte, yogurt, formaggi e burro.
Partendo da questa funzionalità intrinseca, la ricerca scientifica applicata all’industria ha sviluppato e arricchito questo “pacchetto base”, realizzando prodotti sempre più aderenti alle moderne esigenze dei consumatori ed in linea con i principi per una sana alimentazione. Questo impegno è stato premiato dai consumatori italiani che, evidentemente, riconoscono e apprezzano l’alto profilo nutrizionale e il “valore benessere“ di questa innovazione.
Assolatte come immagina il futuro di questo settore?
Il futuro, in realtà, è già presente in questo settore. Se per diffusione e praticità d’uso il latte è un’ottima base per gli alimenti funzionali, per le sue uniche prerogative nutrizionali il latte è sicuramente uno degli alimenti più studiati.
Da questi studi sono nati i latti funzionali “ad alta digeribilità o delattosato”, arricchiti in vitamine o minerali, o acidi grassi come gli omega 3. Oppure i latti fermentati addizionati con sostanze biologicamente attive, come i fitosteroli e gli antiossidanti, i probiotici che hanno colture vive dotate di proprietà benefiche, i prebiotici e i simbiotici. Tutti prodotti sui quali la ricerca scientifica ha fornito innumerevoli conferme.
Le conoscenze mediche e scientifiche progrediscono ogni giorno e l’industria è alla ricerca di nuove opportunità per migliorare i propri prodotti e svilupparne dei nuovi, formulati anche per rispondere alle esigenze di target molto specifici di consumatori. Esiste già un’ampia scelta di alimenti a disposizione del moderno consumatore, ma adesso gli sforzi sono concentrati anche sull’identificazione di alimenti funzionali potenzialmente capaci di ridurre il rischio, o ritardare l’insorgenza, di alcune patologie.
Legare il concetto di farmaco a quello di cibo non potrebbe sembrare in alcuni casi troppo azzardato, affiancando qualcosa di "artificiale" a qualcosa di genuino?
L’aumento dell’aspettativa di vita e le tendenze demografiche spingono governi, ricercatori, professionisti del settore sanitario e l`industria alimentare a cercare un modo per gestire più efficacemente tali cambiamenti. Ed è un fatto ampiamente riconosciuto che oggi sia possibile ridurre il rischio di malattie e conservare la propria salute e il benessere con uno stile di vita sano, che include anche una dieta corretta. Per il nostro settore, aumentare il valore nutritivo o funzionale del prodotto, piuttosto che sottrarre una componente per taluni sensibilizzante, significa semplicemente fornire un servizio per migliorare il benessere della persona.
Non c’è nulla di “artificiale” nei prodotti funzionali lattiero caseari. Né tantomeno sono, né vengono, proposti come alternativa ai farmaci. “Artificiale”, semmai, è respingere l’idea che il progresso della conoscenza possa applicarsi anche al campo alimentare. O l’idea che innovazione equivalga a manipolazione.
(ultimo aggiornamento 15-04-2010)
di cosimo colasanto (14/04/2010)

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