Caduta dei capelli:
«la svolta» anti-calvizie
arriva dalla genetica
L`individuazione di un gene coinvolto nel processo - finora inarrestabile - di caduta dei capelli potrebbe consentire lo sviluppo di nuovi e più efficaci trattamenti anti-calvizie. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature dai ricercatori della Columbia University di New York, negli Usa, guidati da Angela Christiano.
Nel corso della ricerca, condotta sul genoma di alcuni soggetti residenti in Italia e Pakistan affetti da ipotricosi simplex ereditaria - patologia rara che provoca una progressiva perdita dei capelli a partire dall`infanzia -, gli scienziati hanno identificato nel gene chiamato APCDD1, che si trova in una regione specifica del cromosoma 18, il responsabile di questa patologia. La scoperta, secondo gli scienziati, potrebbe risultare utile a sviluppare dei trattamenti anti-caduta poiché consente di approfondire la conoscenza del fenomeno di "miniaturizzazione del follicolo" - che prevede il restringimento del follicolo capillare e il processo di sostituzione dei capelli folti e robusti con quelli radi e sottili - che si verifica sia nell`ipotricosi simplex, sia nella più comune alopecia androgenetica o calvizie maschile. Inoltre è anche emerso che l`APCDD1 ha la capacità di inibire un fattore di trascrizione genica, chiamato Wnt, già noto per essere coinvolto nella regolazione della crescita dei capelli dei topi, anche negli umani.
"La scoperta che all`origine dell`ipotricosi simplex vi sia il gene APCDD1 ci offre la possibilità di comprendere meglio il processo di miniaturizzazione del follicolo - spiega Christiano -. I risultati ottenuti, inoltre, indicano che la manipolazione del Wnt potrebbe influire sulla crescita dei capelli anche negli esseri umani".
Nel corso della ricerca, condotta sul genoma di alcuni soggetti residenti in Italia e Pakistan affetti da ipotricosi simplex ereditaria - patologia rara che provoca una progressiva perdita dei capelli a partire dall`infanzia -, gli scienziati hanno identificato nel gene chiamato APCDD1, che si trova in una regione specifica del cromosoma 18, il responsabile di questa patologia. La scoperta, secondo gli scienziati, potrebbe risultare utile a sviluppare dei trattamenti anti-caduta poiché consente di approfondire la conoscenza del fenomeno di "miniaturizzazione del follicolo" - che prevede il restringimento del follicolo capillare e il processo di sostituzione dei capelli folti e robusti con quelli radi e sottili - che si verifica sia nell`ipotricosi simplex, sia nella più comune alopecia androgenetica o calvizie maschile. Inoltre è anche emerso che l`APCDD1 ha la capacità di inibire un fattore di trascrizione genica, chiamato Wnt, già noto per essere coinvolto nella regolazione della crescita dei capelli dei topi, anche negli umani.
"La scoperta che all`origine dell`ipotricosi simplex vi sia il gene APCDD1 ci offre la possibilità di comprendere meglio il processo di miniaturizzazione del follicolo - spiega Christiano -. I risultati ottenuti, inoltre, indicano che la manipolazione del Wnt potrebbe influire sulla crescita dei capelli anche negli esseri umani".
di nadia comerci (17/04/2010)

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