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«Ho vinto io»: ricominciare a vivere dopo il cancro al seno

Parola d`ordine: tornare alla normalità. Dopo aver affrontato la battaglia contro il tumore al seno, la vita può e deve riprendere, anche passando attraverso due momenti fondamentali dell`esistenza di ogni donna: la maternità e il lavoro. È questo il messaggio contenuto nel libro “Ho vinto io” (a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri, Francesca Goffi, Giunti editore), che raccoglie le testimonianze di ex pazienti. Il libro, con una prefazione di Umberto Veronesi, è stato presentato oggi in Senato ed è promosso dalla Fondazione Aiom.
Nonostante il tumore al seno rappresenti la prima causa di morte per le donne fra i 35 e i 44 anni, la sfida si può vincere: i progressi della medicina hanno, infatti, reso possibile la sopravvivenza di 8 donne su 10. Di queste, molte diventeranno mamme. Se fino allo scorso decennio i medici sconsigliavano la maternità poiché il carcinoma alla mammella può risentire dei livelli di estrogeni e perché alcuni farmaci utilizzati durante la chemioterapia possono indurre una menopausa precoce, uno studio dell`Institut Jules Bordet di Bruxelles ha dimostrato che la maternità ha un effetto positivo: le ex pazienti divenute madri presentano un rischio di mortalità inferiore del 42% rispetto alle altre.
Occorre valutare anche "l`aspetto dell`umanizzazione dei trattamenti oncologici", ha evidenziato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che sostiene la necessità di "mettere il paziente al centro", attraverso la creazione di percorsi riservati per le pazienti oncologiche all`interno degli ospedali, la realizzazione di una più efficiente assistenza domiciliare e, infine, un nuovo coinvolgimento dei medici di base e delle farmacie in accordo con le strutture ospedaliere.
Ricominciare a lavorare è il secondo passo fondamentale per tornare a condurre un`esistenza serena: "Il ritorno al lavoro può significare anche un ritorno alla normalità", ha affermato il sottosegretario alla Giustizia,  Maria Elisabetta Alberti Casellati nel corso della presentazione, secondo cui "i politici hanno il dovere di consentire alle donne che hanno affrontato la lotta contro il cancro di non provare ulteriori sofferenze", ascoltandone le esigenze e garantendo loro "il diritto di poter salvaguardare il proprio posto di lavoro".

di nadia comerci
Pubblicato il 20/04/2010

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