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Terapia del dolore: 1 camice bianco su 2 non segue le linee guida

Dichiarano di seguire le Linee Guida ma, di fatto, 1 camice bianco su 2 non misura l’intensità del dolore nei pazienti e 3 su 4 relegano l’uso dei farmaci oppioidi al solo dolore da cancro. È il quadro che emerge da una ricerca promossa da FIMMG, in collaborazione con il Centro Studi Mundipharma, su un campione di 752 medici di medicina generale italiani.
Nonostante le recenti semplificazioni nella prescrizione degli oppioidi per il trattamento del dolore, circa l’80% dei medici utilizza poco questi farmaci e nella stragrande maggioranza dei casi li riserva ai pazienti oncologici, nel 75% dei casi. Un altro dato: se il dolore cronico ha un`origine diversa dal cancro, 8 volte su 10 la terapia risulta non appropriata. A confermarlo le risposte dei medici, equamente distribuiti su tutto il territorio nazionale, che hanno compiltato un questionario sul sito FIMMG.
La prescrizione semplificata ha favorito l`impiego di questi farmaci speciali, più del 50% dei medici li utilizza con maggiore frequenza che in passato, ma oltre il 52%, pur affermando di attenersi alle linee guida, non misura l`intensità del dolore per impostare e verificare la terapia. Nei casi di dolore severo, nell’80% dei casi questi farmaci sono impiegati in maniera non corretta. Per esempio, il 28% dei medici utilizza oppioidi transdermici contravvenendo alle Linee Guida. Il 50% usa poi oppioidi forti, come l’ossicodone coniugato a paracetamolo, che ha un’indicazione per il trattamento di dolore acuto e non cronico.
“Dalla ricerca emergono ancora diverse resistenze all’impiego di oppioidi – spiega Fiorenzo Corti, Segretario FIMMG Lombardia - dovute in parte a retaggi culturali, in parte a una scarsa formazione della classe medica, che ancora circoscrive l’uso di questi farmaci quasi esclusivamente al trattamento del dolore cronico di natura oncologica".

di cosimo colasanto
Pubblicato il 13/05/2010