Aritmologia:
nuovo pacemaker non
interferisce con risonanza
Aiuta il "cuore" a battere senza interferire con la risonanza magnetica. Presso l’Unità Operativa di Aritmologia dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, diretta da Paolo Della Bella, è stato impiantato, su una paziente di 34 anni con un disturbo di conduzione cardiaca, un innovativo pacemaker compatibile con le radiazione elettromagnetiche.
Nei pacemaker disponibili fino ad oggi la cassa metallica e soprattutto il catetere metallico che arriva al cuore per trasmettere l’impulso interferiscono infatti con le radiazioni della risonanza: in caso di interferenza il catetere può spostarsi o surriscaldarsi con i conseguenti rischi di lesione, perforazione o ustione dei tessuti circostanti e la stessa circuitazione elettrica dell’apparecchio può venire danneggiata.
L’intervento necessario all’impianto del nuovo dispositivo "salva-risonanza" dura dai trenta ai sessanta minuti, non differisce dall’intervento per l’impianto di un pacemaker tradizionale e non comporta rispetto ad esso rischi aggiuntivi.“Si tratta di un’importante innovazione tecnica che permetterà di evitare una limitazione finora significativa - spiega Della Bella -, i pazienti potranno essere sottoposti con tranquillità ad importanti indagini diagnostiche, essenziali alla diagnosi di moltissime patologie. Credo che questo impianto diventerà d’ora in avanzi l’opzione preferita. Tuttavia per chi è già portatore di pacemaker tradizionali - continua lo specialista - un’eventuale sostituzione comporterebbe un impianto di nuovo sistema e dunque la necessità di rimuovere i cateteri preesistenti, manovra questa che richiede una cautela particolare”.
Nei pacemaker disponibili fino ad oggi la cassa metallica e soprattutto il catetere metallico che arriva al cuore per trasmettere l’impulso interferiscono infatti con le radiazioni della risonanza: in caso di interferenza il catetere può spostarsi o surriscaldarsi con i conseguenti rischi di lesione, perforazione o ustione dei tessuti circostanti e la stessa circuitazione elettrica dell’apparecchio può venire danneggiata.
L’intervento necessario all’impianto del nuovo dispositivo "salva-risonanza" dura dai trenta ai sessanta minuti, non differisce dall’intervento per l’impianto di un pacemaker tradizionale e non comporta rispetto ad esso rischi aggiuntivi.“Si tratta di un’importante innovazione tecnica che permetterà di evitare una limitazione finora significativa - spiega Della Bella -, i pazienti potranno essere sottoposti con tranquillità ad importanti indagini diagnostiche, essenziali alla diagnosi di moltissime patologie. Credo che questo impianto diventerà d’ora in avanzi l’opzione preferita. Tuttavia per chi è già portatore di pacemaker tradizionali - continua lo specialista - un’eventuale sostituzione comporterebbe un impianto di nuovo sistema e dunque la necessità di rimuovere i cateteri preesistenti, manovra questa che richiede una cautela particolare”.
di cosimo colasanto (07/06/2010)

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