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Lavorare senza pause?
Occhio allo stress
e ai dolori di schiena
Lavorare sempre nella stessa posizione, ininterrottamente, saltando anche la pausa pranzo, con l`obiettivo di produrre di più o finire prima il lavoro assegnato? Niente di più sbagliato: la qualità del lavoro si abbassa e, oltretutto, ci si ritrova a fare i conti anche con livelli di stress maggiori e con l`aumento dei dolori muscolo-scheletrici che interessano soprattutto schiena e collo. Se l`obiettivo è migliorare la produttività o sperare di terminare con mezz`ora in anticipo, la strada del lavoro ininterrotto non premia, anzi. Il risultato arriva da un sondaggio inglese realizzato dalla Chartered Society of Physiotherapists e riportato dall`edizione online della BBC su 3.000 persone intervistate sui tempi lavorativi e sulle pause effettuate, e sul loro stato di salute.
"Il lavoro può contribuire al benessere fisico e mentale delle persone - spiega Ann Green, presidente del CSP - ma non se si tratta di superlavoro, che impedisce alle persone di avere il tempo o l`energia di prendersi cura della propria salute". Dal sondaggio è emerso che un quarto degli intervistati generalmente non effettua la pausa pranzo, mentre un terzo lavora durante la maggior parte del break per il pranzo: metà dice di farlo perché ha troppo lavoro da svolgere, e uno su tre perché non c`è abbastanza personale per fare il lavoro richiesto. Più del 40% delle persone sottoposte al sondaggio dice di sentirsi stressato almeno una volta alla settimana: l`ansia deriva, per la maggior parte degli intervistati, da carenze di personale e da carichi di lavoro troppo pesanti.
Un certo livello di pressione sul lavoro, spiegano gli studiosi, è certo auspicabile. Ma bisogna evitare che la pressione diventi stress: alti livelli di ansia e nervosismo accumulati nel tempo possono dar vita ad altri disturbi come depressione, ansia e malattie cardiache".
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Un certo livello di pressione sul lavoro, spiegano gli studiosi, è certo auspicabile. Ma bisogna evitare che la pressione diventi stress: alti livelli di ansia e nervosismo accumulati nel tempo possono dar vita ad altri disturbi come depressione, ansia e malattie cardiache".
di Miriam Cesta (15/06/2010)



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