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Italia, cura del diabete: bene in Europa, meglio degli Usa

Medaglia d`oro all`Irlanda, d`argento all`Olanda, di bronzo alla Francia. L`Italia ottiene invece il quarto posto. Una medaglia di legno, ma che comunque le vale una posizione di tutto riguardo in Europa. Si tratta della classifica delle nazioni europee in cui il diabete risulterebbe curato meglio. I dati sono del Progetto Eucid (European core indicators in diabetes) finanziato dall`Unione Europea per lo studio del diabete in Europa e del Secondo rapporto nazionale sugli "Indicatori di qualità dell`assistenza diabetologica in Italia" rilevato dall`Associazione medici diabetologi (Amd), presentati a Roma nel corso del 44° European Association for the study of diabetes. Un buon risultato rafforzato, stando alle statistiche, dai risultati raggiunti dall`Italia nel monitoraggio della patologia, che risulterebbe più efficiente anche degli Stati Uniti.
Una patologia, il diabete, che nel nostro paese colpisce tre milioni di persone. Di questi, il 92% soffre del diabete di tipo 2, la forma che colpisce principalmente gli adulti. Secondo la Società italiana di diabetologia e l`Associazione medici diabetologi, poi, a questi numeri vanno aggiunti più di un milione di malati ignari, di persone, cioè, che sono affette dal diabete senza esserne consapevoli.
Ecco il profilo della popolazione diabetica in Italia: quanto all`età, il 59% ha più di 65 anni, poco più del 33% ha tra i 45 e i 65 e oltre il 7% ha meno di 35 primavere; quanto al genere, sono uomini il 53,7% dei malati, a fronte di un 46,3% di donne.
Dieci anni fa i diabetici rappresentavano il 3% degli italiani: l`aumento di un punto percentuale e mezzo si è avuto a causa dell`incremento dal 2,7% al 4,1% dei malati di diabete 2. Un trend, spiegano gli esperti, che deve essere monitorato costantemente: negli ultimi anni, infatti, tra le persone affette dal tipo 2, il diabete "degli adulti" - patologia legata principalmente all`obesità e al sovrappeso - è stato rilevato un aumento dei malati al di sotto dei 35 anni. <!-- @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!--#toc,.toc,.mw-warning { border: 1px solid #aaa; background-color: #f9f9f9; padding: 5px; font-size: 95%;}#toc h2,.toc h2 { display: inline; border: none; padding: 0; font-size: 100%; font-weight: bold;}#toc #toctitle,.toc #toctitle,#toc .toctitle,.toc .toctitle { text-align: center;}#toc ul,.toc ul { list-style-type: none; list-style-image: none; margin-left: 0; padding-left: 0; text-align: left;}#toc ul ul,.toc ul ul { margin: 0 0 0 2em;}#toc .toctoggle,.toc .toctoggle { font-size: 94%;}@media print, projection, embossed { body { padding-top:1in; padding-bottom:1in; padding-left:1in; padding-right:1in; }}body { font-family:`Times New Roman`; color:#000000; widows:2; font-style:normal; text-indent:0in; font-variant:normal; font-size:12pt; text-decoration:none; font-weight:normal; text-align:left;}table {}td { border-collapse:collapse; text-align:left; vertical-align:top;}p, h1, h2, h3, li { color:#000000; font-family:`Times New Roman`; font-size:12pt; text-align:left; vertical-align:normal;} -->

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Pubblicato il 23/09/2008