Giorno o notte?
Il bebè è più sicuro
se nasce con la luce
Venire al mondo di notte potrebbe essere più rischioso per il bebè. Secondo quanto rivela una ricerca olandese, infatti, le ore notturne sono quelle in cui sono più frequenti le complicazioni legate al parto. Per la precisione, spiega lo studio pubblicato sulla rivista di ostetricia e ginecologia BJOG, i bebè nati in piccoli ospedali tra le 18 e la mezzanotte, o tra la mezzanotte e le 8 di mattina, scontano un incremento delle probabilità di morte prematura che salgono dal 32% al 47% rispetto a chi vede la luce durante la giornata. Lo studio, condotto dal dottor Eric Steegers dell`Erasmus University Medical Center di Rotterdam ha esaminato 700.000 nascite avvenute in Olanda tra il 2000 e il 2006. "La mortalità neonatale nei paesi occidentali è comunque bassa e rara - ricorda Steegers -, circa lo 0,05-0,09 ogni cento nuovi nati, ma ci sono comunque delle differenze". Dovute in molti casi, secondo i ricercatori, all`assenza di personale sufficiente e qualificato nelle ore notturne.
Per gli studiosi la soglia di rischio di riduce quando i medici sono in grado di affrontare le complicazioni con risorse adeguate. Altri dati a sfavore sono sicuramente la grandezza del reparto e dell`ospedale, mentre non si può sotovalutare che medici e infermieri che svolgono i turni notturni siano più stanchi ed esposti ad errori. Tutti dati che dovrebbero essere tenuti in considerazione, affermano i ricercatori, quando si valuta l`organizzazione e la gestione delle strutture sanitarie.
Per gli studiosi la soglia di rischio di riduce quando i medici sono in grado di affrontare le complicazioni con risorse adeguate. Altri dati a sfavore sono sicuramente la grandezza del reparto e dell`ospedale, mentre non si può sotovalutare che medici e infermieri che svolgono i turni notturni siano più stanchi ed esposti ad errori. Tutti dati che dovrebbero essere tenuti in considerazione, affermano i ricercatori, quando si valuta l`organizzazione e la gestione delle strutture sanitarie.
di cosimo colasanto (18/06/2010)

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