Il cervello inganna:
le donne si vedono
con due taglie in più
Le donne sono più magre di un terzo rispetto a come si percepiscono: a fare loro lo scherzo è il cervello, che "vede" due taglie in più dove non ci sono e può arrivare a ritenere la silhouette fino a due terzi più in carne di quanto non sia in realtà. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori inglesi dell`University College of London guidati dal neuroscienziato Michael Longo e pubblicato su Pnas - Proceedings of the National Academy of Sciences.
Gli studiosi hanno realizzato lo studio chiedendo ai partecipanti di posizionare il palmo della mano sinistra sotto un tavolo, in modo da non poterla vedere, e quindi di giudicare le posizioni di 10 "punti di riferimento", come la lunghezza delle dita e la posizione delle nocche. Le loro stime sono state poi utilizzate per creare una "mappa" della mano ricostruita dal cervello, e questa è stata poi confrontata con le reali dimensioni delle mani: ed è emerso che la distanza tra il dito indice e il pollice è stata stimata in media il 69% maggiore rispetto alla dimensione reale, mentre la lunghezza delle dita è risultata il 27,9% inferiore rispetto alla lunghezza effettiva. La distorsione della percezione delle reali dimensioni del proprio corpo, affermano gli scienziati, deriva dal numero di segnali sensoriali inviati al cervello da diverse parti della pelle, e l`effetto potrebbe essere più pronunciato nelle donne in quanto tendono a essere più sensibili ai cambiamenti di specifiche parti del loro corpo.
Prova-costume: 6 mosse per pancia e fianchi. Guarda la fotogallery
La scoperta potrebbe spiegare perché le rappresentanti del gentil sesso, anche quelle in peso-forma, tendono a vedersi più grasse quando si guardano allo specchio e inoltre, spiega Longo, "potrebbero essere rilevanti per comprendere meglio alcune condizioni psichiatriche che coinvolgono l`immagine del corpo, come l`anoressia".
I partecipanti sono però stati i grado di riconoscere alcuni modelli di mani come simili, in quanto a grandezza, alle proprie: i ricercatori ritengono che questo dimostri che le persone riescono ad avere una corretta immagine visiva del proprio corpo solo se si paragonano ad altri soggetti, mentre le proprie dimensioni vengono "maggiorate" se si ragiona esclusivamente sulla propria silhouette, senza punti di riferimento.
Gli studiosi hanno realizzato lo studio chiedendo ai partecipanti di posizionare il palmo della mano sinistra sotto un tavolo, in modo da non poterla vedere, e quindi di giudicare le posizioni di 10 "punti di riferimento", come la lunghezza delle dita e la posizione delle nocche. Le loro stime sono state poi utilizzate per creare una "mappa" della mano ricostruita dal cervello, e questa è stata poi confrontata con le reali dimensioni delle mani: ed è emerso che la distanza tra il dito indice e il pollice è stata stimata in media il 69% maggiore rispetto alla dimensione reale, mentre la lunghezza delle dita è risultata il 27,9% inferiore rispetto alla lunghezza effettiva. La distorsione della percezione delle reali dimensioni del proprio corpo, affermano gli scienziati, deriva dal numero di segnali sensoriali inviati al cervello da diverse parti della pelle, e l`effetto potrebbe essere più pronunciato nelle donne in quanto tendono a essere più sensibili ai cambiamenti di specifiche parti del loro corpo.
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La scoperta potrebbe spiegare perché le rappresentanti del gentil sesso, anche quelle in peso-forma, tendono a vedersi più grasse quando si guardano allo specchio e inoltre, spiega Longo, "potrebbero essere rilevanti per comprendere meglio alcune condizioni psichiatriche che coinvolgono l`immagine del corpo, come l`anoressia".
I partecipanti sono però stati i grado di riconoscere alcuni modelli di mani come simili, in quanto a grandezza, alle proprie: i ricercatori ritengono che questo dimostri che le persone riescono ad avere una corretta immagine visiva del proprio corpo solo se si paragonano ad altri soggetti, mentre le proprie dimensioni vengono "maggiorate" se si ragiona esclusivamente sulla propria silhouette, senza punti di riferimento.
di Miriam Cesta (16/06/2010)

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