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Mal d’aria: 7 giorni di smog mettono ko il Dna

Smog e polveri sottili non sono solo uno spauracchio per bronchi e polmoni, ma in soli sette giorni possono aumentare il rischio di trombosi. Parola di Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di epidemiologia molecolare e genetica del Policlinico di Milano e adjunct professor all’Harvard School of Public Health di Boston che ha condotto uno studio con il centro Trombosi della Fondazione ospedale Maggiore, dimostra che l’inquinamento da polveri sottili è causa di un notevole incremento del rischio di trombosi venosa profonda. "Realizzata in Lombardia, coinvolgendo più di duemila persone, l’indagine ha evidenziato che, per ogni aumento di 10 microgrammi di PM10 per metro cubo d’aria, si ha un incremento del 70% del rischio di trombosi”, dice Baccarelli, che parteciperà alla sessione inaugurale del 21° International Thrombosis Congress, a Milano da domani fino al 9 luglio 2010.
“Le cosiddette polveri sottili - spiega il presidente del Congresso, Pier Mannuccio Mannucci, professore ordinario di medicina interna all’Università di Milano e direttore della Clinica Medica presso la Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore di Milano - attivano in senso infiammatorio le cellule immunitarie presenti nelle vie aeree, in particolare i macrofagi alveolari. Queste cellule residenti nei bronchi e nei polmoni, contaminate dalle polveri, cominciano a produrre grandi quantità di 6 citochine, che innescano una generale reazione infiammatoria, la quale può manifestarsi sotto forma di asma o allergia respiratoria, ma può anche dare origine a un evento trombotico, a causa degli effetti pro-coagulanti del mediatore stesso”.
Il futuro della ricerca si sta spostando sui meccanismi di regolazione epigenetica del Dna: quei meccanismi che modulano l’espressione genica, senza intaccare la sequenza del Dna stesso. “Uno dei meccanismi epigenetici più conosciuti è la metilazione, cioè l’aggiunta di particolari gruppi chimici a regioni specifiche di Dna – afferma Baccarelli -. Con il mio gruppo di ricerca, abbiamo scoperto che in cellule di persone esposte all’inquinamento dell’aria, il livello di metilazione del Dna cambia rispetto a chi non lo è. I nostri risultati dimostrano che respirare aria inquinata può mettere a soqquadro il nostro Dna, determinando la riprogrammazione della funzione dei nostri geni anche soltanto dopo sette giorni caratterizzati da livelli di inquinamento sopra la soglia”.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 06/07/2010