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Piano oncologico:
la lotta al cancro
parte dalle reti
Le reti prima di tutto. La geometria "informativa" arruolata nel futuro (presente) della lotta al cancro. Di percorsi di allineamento tra "sistemi sanitari" s`è discusso al convegno "Il futuro dell`accesso alle terapie oncologiche sul territorio nazionale" che si è tenuto a Roma, alla Camera promosso da Fondazione Cesare Serono in collaborazione con Gruppo24Ore. Rendere i saperi simmetrici, ma come? Priorità del PON è "mettere al centro le persone e non i servizi", ha detto Giuseppe Filippetti, della Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, e per fare questo ha elencato come punti chiave "l`estensione dei registri tumori, la soluzione dei problemi legislativi legati alla privacy, l`impulso alla medicina preventiva, l`attenzione a formazione e comunicazione nell`ambito dello sviluppo delle reti oncologiche".
La bozza del PON è ora all`esame delle Regioni "e presto - assicura il rappresentante del ministero - si aprirà un confronto con tutti i soggetti interessati". Si parte dai numeri: nel 2030 i nuovi casi di tumore nel mondo saranno 25 milioni. Un`altra cifra che fa tremare i polsi: "In Italia, 2,2 milioni di persone (il 4,2%) ha avuto una diagnosi di cancro nel corso della propria vita". Un`emergenza planetaria che non è più possibile combattere in maniera isolata, o isolandosi.
Palumbo: La priorità è informatizzare - Muoversi "velocemente verso l`informatizzazione del sistema sanitario, obbligando le Asl a mettere in rete i dati sanitari e le cartelle cliniche" è la priorità, sottolinea Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che stigmatizza alcune scelte del passato, "come la tessera sanitaria, per la quale è stato speso una mare di soldi e allo stato funziona solo documento fiscale".
I miglioramenti attesi al documento - Al Piano in bozza va anche qualche critica: "Il grande assente del documento è l`oncologia medica - commenta Carmelo Iacono, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - ma si deve considerare che l`oncologo è l`unico professionista che per formazione accademica è in grado di assumersi la responsabilità del percorso assistenziale del malato".
Altro punto è quello della riabilitazione."Il cancro è la nuova disabilità di massa, le malattie oncologiche rappresentano ormai il 57% delle invalidità", ricorda Francesco De Lorenzo, presidente Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia). I dati indicano un crescendo di costi sociali, tra prestazioni assistenziali e produttività perduta. Eppure, lamenta De Lorenzo, "dove vanno a finire i fondi per l`assistenza domiciliare previsti dai Lea?".
Appunti su tecnologia e best practice - Il contributo essenziale è quello della tecnologia. Il vero gap che separa le Regioni virtuose da quelle che non lo sono si misura anche in circolazione di bit. Parlare di investimenti in questo momento appare difficile, "ma bisogna investire nelle reti oncologiche - Vittorina Zagonel, direttore di Oncologia medica dell`Irccs Istituto oncologico veneto - perché una rete oncologica costa". Ci sono poi le best practice, come il caso Toscana, integrazioni che non sono nate dal giorno alla mattina. "Attenzione, l`eccellenza non è solo l`alta specializzazione - avverte Gianni Amunni, direttore dell`Istituto Toscano Tumori - ma anche l`articolazione dell`offerta di base con cui le Regioni raggiungono i propri cittadini".
La bozza del PON è ora all`esame delle Regioni "e presto - assicura il rappresentante del ministero - si aprirà un confronto con tutti i soggetti interessati". Si parte dai numeri: nel 2030 i nuovi casi di tumore nel mondo saranno 25 milioni. Un`altra cifra che fa tremare i polsi: "In Italia, 2,2 milioni di persone (il 4,2%) ha avuto una diagnosi di cancro nel corso della propria vita". Un`emergenza planetaria che non è più possibile combattere in maniera isolata, o isolandosi.
Palumbo: La priorità è informatizzare - Muoversi "velocemente verso l`informatizzazione del sistema sanitario, obbligando le Asl a mettere in rete i dati sanitari e le cartelle cliniche" è la priorità, sottolinea Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che stigmatizza alcune scelte del passato, "come la tessera sanitaria, per la quale è stato speso una mare di soldi e allo stato funziona solo documento fiscale".
I miglioramenti attesi al documento - Al Piano in bozza va anche qualche critica: "Il grande assente del documento è l`oncologia medica - commenta Carmelo Iacono, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - ma si deve considerare che l`oncologo è l`unico professionista che per formazione accademica è in grado di assumersi la responsabilità del percorso assistenziale del malato".
Altro punto è quello della riabilitazione."Il cancro è la nuova disabilità di massa, le malattie oncologiche rappresentano ormai il 57% delle invalidità", ricorda Francesco De Lorenzo, presidente Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia). I dati indicano un crescendo di costi sociali, tra prestazioni assistenziali e produttività perduta. Eppure, lamenta De Lorenzo, "dove vanno a finire i fondi per l`assistenza domiciliare previsti dai Lea?".
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di cosimo colasanto (14/07/2010)
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