Logo salute24

Furbetti dello spogliatoio: un test del sangue scopre il Dna dopato

L`AGENZIA MONDIALE ANTI-DOPING FINANZIA LO STUDIO
I furbetti dello spogliatoio hanno i giorni contati, anche se ricorrono a sofisticate tecniche di doping genetico. La mannaia cadrà su medici stregoni e atleti truffaldini grazie a un test del sangue che rivela chi ha ricevuto un `aiutino` genetico per andare più forte anche a due mesi di distanza dal trattamento. Lo hanno sviluppato ricercatori tedeschi delle Università di Tubinga e Magonza, grazie anche ad un generoso finanziamento da 980mila dollari del World anti doping agency (Wada), impegnata a far fronte all`aumento del fenomeno tra i professionisti, che rischiano la vita sottoponendosi a pratiche mediche sempre più pericolose.
La pratica del doping genetico sfrutta, infatti, "il processo di inserimento di singoli geni nelle cellule umane, spesso attraverso virus-vettori, nato in origine per curare gravi malattie", ricorda Michael Bitzer, uno degli autori dello studio pubblicato su Gene Therapy. Si tratta di una manipolazione di Dna transgenico che sfugge agli anti-doping convenzionali, utili a rilevare sostanze chimiche e farmaci. La sperimentazione sui campioni di sangue di 327 atleti professionisti o dilettanti ha decretato l`efficacia del metodo. Nei topi, alcuni dei quali trattati per rinforzare geneticamente la massa muscolare, il test è stato in grado di scovare se avessero o meno il Dna dopato "anche quando il trattamento era stato effettuato 56 giorni prima del prelievo", spiega Perikles Simon, dell`Università Johannes Gutenberg di Magonza e coautore della ricerca. "È come se il corpo dell`atleta diventasse il suo unico fornitore di doping", commenta Bitzer. È il caso, ad esempio, dei geni che stimolano la produzione di Eritropoietina (Epo), ormone che incrementa il numero di globuli rossi e ossigeno.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 07/09/2010