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Nel mondo ogni
40 secondi un suicidio:
«Dove sono i governi?»
VERGOGNA E PERDITE FINANZIARIE LE NUOVE CAUSE
L`Oms stima che nel 2020 i suicidi saranno un milione e mezzo. Adesso sono "soltanto" un milione di persone l`anno, una ogni 40 secondi. Anche in Italia, iniziative in occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio promossa dall`Association for Suicide Prevention (Iasp) in partnership con l`Organizzazione Mondiale della Sanità(Oms). Titolo: "Many faces, many places: suicide prevention across the world", un grido d`allarme per i governi di tutto il mondo. A Roma, la prima edizione di Race for Life, gara podistica organizzata dall`Azienda Ospedaliera Sant`Andrea, per sensibilizzare l`opinione pubblica sul tema. Appuntamento il 12 settembre alle Terme di Caracalla.
Suicidi, quasi non se ne sente parlare. Una strage silenziosa, archiviata alla voce "dramma familiare". Ed invece sono quanto di più "sociale" possa esistere. Un esempio? Dati di questi giorni, in occasione delle giornate mondiali (9 e 10 settembre). Senza il fenomeno dei suicidi e della depressione in Giappone il Pil crescerebbe in un anno dello 0,4%, pari a circa 1.700 mld di yen (16 mld di euro). La fonte è ufficiale, un rapporto del ministro nipponico della Salute Nagatsuma in una riunione con all`ordine del giorno le misure da adottare per arginare fenomeni che, oltre ad avere gravi risvolti sociali, pesano molto sui conti pubblici. E fanno più morti per attentati terroristici, conflitti bellici e calamità naturali.
E in Italia? Ci sono soltanto i dati. Quelli forniti dall’Istituto Superiore di Sanità indicano che Italia su circa 4.000 persone morte per suicidio nel 2002, ben 3.000 erano uomini. Ma il suicidio non ha sesso. Perché se i maschi lo commettono più frequentemente rispetto alle donne, le donne tuttavia hanno una probabilità di quattro volte superiore di tentare il suicidio. Sono i dati raccolti dal "Centro per lo studio e la prevenzione dei disturbi dell`umore e del suicidio" dell`ospedale Sant`Andrea di Roma diretto da Roberto Tatarelli, responsabile dell`U.O.C e docente di Psichiatria dell`Università La Sapienza di Roma. Ad uccidere spesso è la vergogna, specchio sociale che va in frantumi, come racconta Maurizio Pompili, medico psichiatra e suicidologo, coordinatore del Centro e referente per l`Italia della Iasp.
"La vergogna è un fattore di rischio importante - spiega Pompili - per le perdite finanziarie, quella che colpisce gli imprenditori licenziati". Si puo` fare prevenzione a diversi livelli: "La prima, universale, primaria, diretta a tutta la popolazione, a tappeto, come, per esempio, messaggi attraverso i mass media - continua Pompili - Quella secondaria è diretta a soggetti più a rischio che possono avere o meno un vissuto psichiatrico". In questa classe ci sono soggetti che abusano di sostanze, di alcol, insieme a "persone sole, chi ha avuto perdite recenti sia di relazione che economiche o ancora persone esposte al fenomeno stesso dei suicidi``.
C`è poi chi ha già compiuto un tentativo di suicidio. In questo caso si parla di prevenzione terziaria. "La cosa indispensabile è saper riconoscere gli individui in crisi che spesso emettono dei segnali di allarme", spiega lo specialista. Come quelli dei più giovani, la crisi adolescenziale non è un sintomo d`allarme, ma altre situazioni possono destare preoccupazioni che solo gli esperti sanno "leggere". "Molte volte le aspettative dei genitori sono troppo grandi", commenta lo specialista. Spesso i ragazzi sopportano pesi ed aspettative per i quali non sono portati. Ma attenzione a colpevolizzare. "Dire `per un brutto voto si e` suicidato` - conclude Pompili - è una soluzione troppo semplicistica, ci sono sempre dei sentieri che conducono al suicidio``.
L`Oms stima che nel 2020 i suicidi saranno un milione e mezzo. Adesso sono "soltanto" un milione di persone l`anno, una ogni 40 secondi. Anche in Italia, iniziative in occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio promossa dall`Association for Suicide Prevention (Iasp) in partnership con l`Organizzazione Mondiale della Sanità(Oms). Titolo: "Many faces, many places: suicide prevention across the world", un grido d`allarme per i governi di tutto il mondo. A Roma, la prima edizione di Race for Life, gara podistica organizzata dall`Azienda Ospedaliera Sant`Andrea, per sensibilizzare l`opinione pubblica sul tema. Appuntamento il 12 settembre alle Terme di Caracalla.
Suicidi, quasi non se ne sente parlare. Una strage silenziosa, archiviata alla voce "dramma familiare". Ed invece sono quanto di più "sociale" possa esistere. Un esempio? Dati di questi giorni, in occasione delle giornate mondiali (9 e 10 settembre). Senza il fenomeno dei suicidi e della depressione in Giappone il Pil crescerebbe in un anno dello 0,4%, pari a circa 1.700 mld di yen (16 mld di euro). La fonte è ufficiale, un rapporto del ministro nipponico della Salute Nagatsuma in una riunione con all`ordine del giorno le misure da adottare per arginare fenomeni che, oltre ad avere gravi risvolti sociali, pesano molto sui conti pubblici. E fanno più morti per attentati terroristici, conflitti bellici e calamità naturali.
E in Italia? Ci sono soltanto i dati. Quelli forniti dall’Istituto Superiore di Sanità indicano che Italia su circa 4.000 persone morte per suicidio nel 2002, ben 3.000 erano uomini. Ma il suicidio non ha sesso. Perché se i maschi lo commettono più frequentemente rispetto alle donne, le donne tuttavia hanno una probabilità di quattro volte superiore di tentare il suicidio. Sono i dati raccolti dal "Centro per lo studio e la prevenzione dei disturbi dell`umore e del suicidio" dell`ospedale Sant`Andrea di Roma diretto da Roberto Tatarelli, responsabile dell`U.O.C e docente di Psichiatria dell`Università La Sapienza di Roma. Ad uccidere spesso è la vergogna, specchio sociale che va in frantumi, come racconta Maurizio Pompili, medico psichiatra e suicidologo, coordinatore del Centro e referente per l`Italia della Iasp.
"La vergogna è un fattore di rischio importante - spiega Pompili - per le perdite finanziarie, quella che colpisce gli imprenditori licenziati". Si puo` fare prevenzione a diversi livelli: "La prima, universale, primaria, diretta a tutta la popolazione, a tappeto, come, per esempio, messaggi attraverso i mass media - continua Pompili - Quella secondaria è diretta a soggetti più a rischio che possono avere o meno un vissuto psichiatrico". In questa classe ci sono soggetti che abusano di sostanze, di alcol, insieme a "persone sole, chi ha avuto perdite recenti sia di relazione che economiche o ancora persone esposte al fenomeno stesso dei suicidi``.
C`è poi chi ha già compiuto un tentativo di suicidio. In questo caso si parla di prevenzione terziaria. "La cosa indispensabile è saper riconoscere gli individui in crisi che spesso emettono dei segnali di allarme", spiega lo specialista. Come quelli dei più giovani, la crisi adolescenziale non è un sintomo d`allarme, ma altre situazioni possono destare preoccupazioni che solo gli esperti sanno "leggere". "Molte volte le aspettative dei genitori sono troppo grandi", commenta lo specialista. Spesso i ragazzi sopportano pesi ed aspettative per i quali non sono portati. Ma attenzione a colpevolizzare. "Dire `per un brutto voto si e` suicidato` - conclude Pompili - è una soluzione troppo semplicistica, ci sono sempre dei sentieri che conducono al suicidio``.
di cosimo colasanto (09/09/2010)

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