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Pecorino1

Addio sensi di colpa:
il pecorino
è anticolesterolo

Un formaggio per prevenire le malattie cardiache? Incredibile, eppure vero. Nato nei laboratori della Facoltà di Agraria dell`Università di Pisa sotto la guida di Pierlorenzo Secchiari, il pecorino si è spogliato della fama di formaggio grasso per eccellenza per vestire, addirittura, i panni di formaggio anti-colesterolo, utile per prevenire i disturbi cardiovascolari e persino l’osteoporosi. Si chiama Cladis ed è un pecorino fatto con un procedimento naturale: le pecore sono state nutrite con uno speciale mangime di ricco di semi di lino estrusi, una fonte naturale di precursori di acido linoleico coniugato (Cla), amico del cosiddetto colesterolo "buono", Hdl . Così il pecorino ha lo stesso sapore di quello originale, stessi profumi, ma in più si candida a fare bene alle coronarie.
Se davvero sarà così lo stabilirà lo studio Cladis (The impact of dairy food rich in CLA: A Dietary Intervention Study in older women with the metabolic syndrome) realizzato dal Policlinico di Abano Terme e Fondazione Leonardo, grazie ad un finanziamento di 276 mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il trial durerà trenta mesi e coinvolgerà una popolazione di 100 donne ‘over 60` con sindrome metabolica. Questo tipo di pazienti potrebbe ottenere un doppio beneficio per la prevenzione di malattie cardiovascolari e di osteoporosi. Se tra 30 mesi le ipotesi saranno confermate, la produzione del pecorino si estenderà agli ovini di Onna, in provincia dell’Aquila, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
Il pecorino in Italia: guarda la fotogallery
L’acido linoleico, un acido grasso polinsaturo, della stessa famiglia degli omega -3, contribuisce, secondo gli studi, a proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari, in quanto avrebbe un effetto benefico sul riequilibrio del livello di colesterolo buono (Hdl) nel sangue, a scapito di quello cattivo (Ldl).
“Tra i diversi acidi grassi riveste un ruolo di primo piano - spiega Gaetano Crepaldi, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Leonardo -. Le diverse attività biologiche del Cla sono riconducibili alla sua capacità di ridurre la biosintesi degli eicosanoidi che sono alla base dell’instaurarsi dei processi infiammatori. Gli acidi grassi della dieta modulano anche la sintesi degli endocannabinoidi - continua Crepaldi - , acidi che influenzano il metabolismo lipidico e la distribuzione della massa grassa in diverse patologie associate all’obesità, come dislipidemia, fegato grasso, resistenza insulinica, diabete di tipo 2, aterosclerosi, che sono fortemente influenzate dal grasso viscerale”.

di cosimo colasanto (15/09/2010)

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Commenti dei lettori

    • Carlo15/09/2010
    • beh, non mi sembra una scoperta rivoluzionaria, frequento il sito bleu blanc coeur da tempo e queste cose sono risapute... solo in Italia sembrano novità www.bleu-blanc-coeur.com