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Il medico dei «risvegli»: «Il coma non è un limbo, è possibile comunicare»

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Un paziente su cinque in stato vegetativo permanente potrebbe tornare a comunicare con il mondo esterno. È la previsione di Adrian Owen, lo studioso dell’Università di Cambridge che nei mesi scorsi ha attirato l’attenzione internazionale sul caso di un 29enne britannico in stato di minima coscienza dal 2003 in seguito un incidente automobilistico, le cui risposte “sì” o “no” a semplici domande sono state raccolte grazie alla risonanza magnetica funzionale. Secondo Owen, il cui lavoro è sostenuto dal Medical Research Council, entro 10 anni sarà possibile utilizzare dispositivi più economici e portatili come l’elettroencefalogramma (EEG) per elaborare in tempo reale il pensiero di questo tipo di pazienti ritenuti erroneamente privi di coscienza. Questa apparecchiatura consente di analizzare l’attività elettrica del cervello, il suo costo è all’incirca di 36mila euro e collegata ad apparati hi-tech, in futuro, potrebbe consentire ai soggetti in stato vegetativo di parlare attraverso un sintetizzatore vocale e persino di guidare una sedia a rotelle.



Author: cosimo colasanto
Pubblicato il 23/09/2010


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