Superare il cancro
e l’infertilità:
esperti riuniti a Pordenone
Alle nuove tecniche che verranno, ma anche al presente della Procreazione medicalmente assistita (Pma) per le pazienti che hanno vinto la battaglia contro la malattia non più incurabile sarà dedicato parte del Congresso “Nuove strategie terapeutiche in tema di Pma” organizzato per i dieci anni del centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone (24-25 settembre).
Attualmente la medicina ha a disposizione diverse opzioni per preservare la capacità riproduttiva nelle pazienti malate di cancro. Durante le sessioni del Congresso si discuterà dell’innovativa tecnica del congelamento del tessuto ovarico e successivo reimpianto a guarigione avvenuta. Questa procedura offrirebbe alle pazienti oncologiche non solo un’opportunità di procreazione spontanea, ma anche la possibilità di ripristinare la funzione endocrina ovarica per un certo periodo di tempo. Alla pratica clinica, oltre che alla ricerca sarà rivolto il Congresso, ospitato nel Centro PMA di Pordenone, attivo dal giugno 2000,
“In questi dieci anni la mia equipe ed io abbiamo investito moltissimo in questo progetto e nel corso degli anni abbiamo sempre cercato di offrire alle coppie una assistenza di altissima qualità e al passo con la frenetica evoluzione scientifica e tecnologica in tema di medicina della riproduzione – afferma Francesco Tomei presidente del Congresso e Responsabile del reparto S.S. di Fisiopatologia della Riproduzione Umana – e ciò grazie al continuo e positivo supporto della nostra Direzione Aziendale e della Regione Friuli Venezia Giulia”.
Nel corso dell’incontro verrà illustrato il ruolo della valutazione precoce della riserva ovarica. Il processo di invecchiamento dell’apparato riproduttivo femminile è caratterizzato dalla diminuzione, sia nella quantità che nella qualità, degli ovociti contenuti nella corticale ovarica. La perdita di follicoli può essere riconosciuta sul piano clinico solo nel momento tardivo in cui compaiono le prime irregolarità mestruali, nonostante esistano markers ormonali ed ecografici che permettono di monitorare nel tempo il declino del numero dei follicoli. La Conta dei Follicoli Antrali (AFC) è sicuramente uno dei marker di riserva ovarica più impiegato; di recente si è affermato come biomarker affidabile di riserva ovarica il dosaggio dell’ormone antimulleriano, il cui dosaggio è stato introdotto nella valutazione clinica routinaria della coppia infertile nella S.S. di Fisiopatologia della Riproduzione Umana grazie alla collaborazione con il Laboratorio di Patologia Clinica.
I possibili scopi di un test di riserva ovarica nella fecondazione in vitro sono: informare le pazienti sul rapporto rischio/beneficio del trattamento, ridurre i costi escludendo dai procedimenti terapeutici le coppie con cattiva prognosi ed individuare la migliore strategia curativa.
Attualmente la medicina ha a disposizione diverse opzioni per preservare la capacità riproduttiva nelle pazienti malate di cancro. Durante le sessioni del Congresso si discuterà dell’innovativa tecnica del congelamento del tessuto ovarico e successivo reimpianto a guarigione avvenuta. Questa procedura offrirebbe alle pazienti oncologiche non solo un’opportunità di procreazione spontanea, ma anche la possibilità di ripristinare la funzione endocrina ovarica per un certo periodo di tempo. Alla pratica clinica, oltre che alla ricerca sarà rivolto il Congresso, ospitato nel Centro PMA di Pordenone, attivo dal giugno 2000,
“In questi dieci anni la mia equipe ed io abbiamo investito moltissimo in questo progetto e nel corso degli anni abbiamo sempre cercato di offrire alle coppie una assistenza di altissima qualità e al passo con la frenetica evoluzione scientifica e tecnologica in tema di medicina della riproduzione – afferma Francesco Tomei presidente del Congresso e Responsabile del reparto S.S. di Fisiopatologia della Riproduzione Umana – e ciò grazie al continuo e positivo supporto della nostra Direzione Aziendale e della Regione Friuli Venezia Giulia”.
Nel corso dell’incontro verrà illustrato il ruolo della valutazione precoce della riserva ovarica. Il processo di invecchiamento dell’apparato riproduttivo femminile è caratterizzato dalla diminuzione, sia nella quantità che nella qualità, degli ovociti contenuti nella corticale ovarica. La perdita di follicoli può essere riconosciuta sul piano clinico solo nel momento tardivo in cui compaiono le prime irregolarità mestruali, nonostante esistano markers ormonali ed ecografici che permettono di monitorare nel tempo il declino del numero dei follicoli. La Conta dei Follicoli Antrali (AFC) è sicuramente uno dei marker di riserva ovarica più impiegato; di recente si è affermato come biomarker affidabile di riserva ovarica il dosaggio dell’ormone antimulleriano, il cui dosaggio è stato introdotto nella valutazione clinica routinaria della coppia infertile nella S.S. di Fisiopatologia della Riproduzione Umana grazie alla collaborazione con il Laboratorio di Patologia Clinica.
I possibili scopi di un test di riserva ovarica nella fecondazione in vitro sono: informare le pazienti sul rapporto rischio/beneficio del trattamento, ridurre i costi escludendo dai procedimenti terapeutici le coppie con cattiva prognosi ed individuare la migliore strategia curativa.
di cosimo colasanto (24/09/2010)

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