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Le nuvole, la malattia, il lavoro (e un libro senza prezzo)

Parlarne a lavoro, anche quando la malattia si può mimetizzare. “Ma senza biasimare chi non ce l’ha fa e preferisce tenere tutto per sé”. Giuliano Meroni ha scritto una storia senza prezzo e non solo perché il libro che racconta, con leggerezza, la sua sfida contro la malattia non si vende, ma si “richiede" con un libero contributo all’Associazione Malattie del Sangue, onlus  diretta dalla Enrica Morra, Divisione di Ematologia dell’Ospedale Niguarda di Milano, impegnata dal 1998 nella cura delle malattie del sangue e del sistema linfatico. Titolo: “Lascia che le nuvole vadano via”. Giuliano Meroni è un manager di una multinazionale farmaceutica, pochi anni fa gli fu diagnosticato un il linfoma di Hodgkin. E così, tra chemioterapia, lavoro e una vita il più possibile normale, comincia a scrivere. Un punto vista speciale il suo: per oltre vent’anni gomito a gomito con addetti ai lavori e il mondo della medicina (“Non solo per lavoro, io sono farmacista e mia moglie è un’infermiera”, dice) si trova catapultato dall’altra parte della barricata: improvvisamente paziente. “Lavorare nel settore non ha condizionato più di tanto la mia esperienza - racconta Meroni - certo ti dà più sicurezza, hai maggiori contatti, sei in grado di comprendere quello che ti accade con maggiore facilità”.
Nel libro, edito da Nottetempo, Meroni affronta e combatte l’angoscia di non farcela appoggiandosi agli affetti più cari e ad una incrollabile fede. Perché raccontare a tutti questa esperienza intima, "familiare"? “Durante la prima fase di chemioterapia, ho avvertito il desiderio di tirare fuori quello che avevo dentro, lasciare una traccia, soprattutto a livello familiare”, ricorda l’autore del libro. Frasi, ricordi, momenti destinati agli affetti più cari, che l’incontro con la dottoressa Morra hanno trasformato in qualcosa di diverso, utile per chi come Meroni scopre un`altra esistenza. “Quando l’anno scorso mia moglie e la mia famiglia sono partiti per un breve periodo di vacanza, ho deciso di restare a casa e mettere a posto gli appunti”, continua Meroni. “Lascia che le nuvole vadano via” è nato così, come una testimonianza ad “uso familiare”, fatta di riflessioni difficili e momenti tragicomici: “Per un paio di mesi, durante la seconda fase di chemio, la voce mi si è abbassata fin quasi a scomparire - ride adesso Meroni al telefono - e ogni cosa era difficile, parlare come sto facendo adesso senza avere qualcuno vicino che traducesse, ma anche i rimproveri ai miei figli erano impossibili, quasi grotteschi”.  E poi il diario è diventato una storia, una testimonianza destinata ad aiutare gli altri. I fondi raccolti dall’Associazione Malattie del Sangue (www.ams-onlus.org) serviranno, infatti, a finanziare i programmi di ricerca scientifica e borse di studio per la formazione di medici, biologi, tecnici ed infermieri ad alta specializzazione. Obiettivi, anche questi, senza prezzo.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 27/09/2010

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