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Ore 8: e la colazione combatte l’obesità

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Farla una volta al giorno, tutti i giorni, per dieci minuti. Si parla della colazione, il primo pasto della giornata, fondamentale per l`equilibrio nutrizionale, a cui sempre più spesso per l`eccessiva fretta gli italiani rinunciano, dando un cattivo esempio anche ai loro figli. L`appello arriva dal convegno internazionale "Nutrition and metabolism in children", tenutosi a Verona venerdì e sabato scorsi, a cui hanno partecipato la European Childhood Obesity Group (Ecog), la Società italiana dell`obesità (Sio),  la Società italiana di pediatria (Sip), la Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp), la Società italiana di nutrizione pediatrica (Sinupe), la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) e l`Associazione nazionale dietisti (Andid).

La colazione, spiegano gli esperti, andrebbe fatta ogni giorno: è il modo migliore per arginare il fenomeno obesità, sempre più diffuso in Italia. Un vecchio adagio popolare afferma che "grasso è bello". I nutrizionisti, invece, insegnano che, se "grasso" può anche essere "bello", non è però certamente "buono". Perché l`obesità e il sovrappeso sono causa di tante patologie, e in Italia un bambino su tre è sovrappeso e uno su dieci è obeso. E un bambino XXL ha il 40% di possibilità di mantenere le stesse misure anche da adulto.

È stato dimostrato che saltare la prima colazione si correla positivamente con l’obesità: una prima colazione assente o scarsa, infatti, stimola dei circoli viziosi che portano a squilibri nutrizionali nella dieta giornaliera. E il discorso non vale solo per gli adulti ma anche, e soprattutto, per bambini e ragazzi. La correlazione tra l`assenza della colazione e l`obesità, però, sembra non essere conosciuta da molti italiani, 8 milioni dei quali continua a saltare costantemente il primo pasto della giornata. Il dato arriva da una ricerca condotta da Gfk Eurisko, secondo la quale un italiano su 7 si limita a bere un caffè e uno su 5 consuma una frettolosa colazione al bar; in generale, comunque, il 46% degli italiani che mangia di primo mattino dedica alla colazione meno di 10 minuti.

Una consuetudine poco sana per se stessi e un esempio sbagliato per i figli, che poi tendono a mantenere le abitudini conosciute a casa sin da piccoli. Secondo gli esperti una colazione equilibrata si può fare con latte o yogurt abbinati a cereali o fette biscottate con marmellata o miele, per consentire un apporto di carboidrati e fibre senza tralasciare ferro, calcio e vitamine. Secondo gli specialisti una dieta bilanciata, per i bambini, prevede il consumo a colazione del 15% delle calorie giornaliere totali, uno spuntino che rappresenti il 5%, un pranzo che corrisponda al 40%, una merenda da 10% e una cena in cui si consumano le "ultime" calorie a disposizione, circa il 30%. (continua) [nuova pagina]

Ma per mantenere queste percentuali, fondamentali per la crescita sana dei bambini, e per arginare la crescente obesità infantile, si deve recuperare il rapporto che molte famiglie hanno con le mense scolastiche, troppo spesso caratterizzato da grande diffidenza. Come spiega Andrea Vania, specialista in pediatria, responsabile del Centro di dietologia e nutrizione pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma e membro della Società italiana obesità (Sio), molte famiglie sono convinte che le mense scolastiche non siano ben servite, che i cibi siano cattivi, di scarsa qualità o poco nutrienti: "I genitori tendono quindi a compensare la supposta cattiva alimentazione scolastica - continua l`esperto - col risultato che durante i giorni di scuola i bambini finiscono per essere ipernutriti, raddoppiando a casa i pasti, e arrivando quindi a introiti calorici decisamente più alti del necessario".

Anche le scuole, però, non sono del tutto innocenti, secondo lo specialista. "Troppo spesso il personale della mensa, con la connivenza degli insegnanti, consente la presa della seconda porzione - spiega Vania -. Poiché il `bis` viene richiesto il più delle volte da bambini che soffrono di iperfagia, e che già sono in sovrappeso, in questo modo non si fa altro che aggravare i loro problemi".

Le porzioni tutte uguali, poi, sono una realtà in molte mense: "È un errore grossolano. La sporzionatura viene fatta in cucina e per fasce d`età, quando va bene, altrimenti è uguale per tutte le classi, dalla prima alla quinta elementare". Il messaggio è chiaro: i bimbi di sei anni non possono mangiare le stesse quantità dei ragazzini che di anni ne hanno dieci. E come tutte le cose, per impararle si deve iniziare dalla scuola.



Author: m.c.
Pubblicato il 29/09/2008


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