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Il Nobel per la Medicina a Robert Edwards: ha 4 milioni di «figli»

Ha quattro milioni di figli, ma solo cinque li ha avuti dal suo matrimonio (più 11 nipoti). Robert Edwards è il nuovo Nobel per la Medicina, premio che i giurati del Karolinska Institutet gli hanno attribuito per gli studi sulla fecondazione assistita. L`anno zero fu il 1978, quando nacque "test tube baby", la prima bambina al mondo venuta alla luce grazie alle tecniche sviluppate con la collaborazione del ginecologo Patrick Steptoe
Il rivoluzionario in camice bianco - Con il Nobel 2010 per la medicina la comunità scientifica internazionale ha riconosciuto oggi al fisiologo inglese Robert Edwards il merito di aver messo a punto una tecnica che, negli ultimi 30 anni, ha realizzato i sogni di tutte le coppie con problemi di fertilità.
Le ricerche di Edwards, nato nel 1925 e studioso dell`Università di Cambridge, iniziano negli anni `50 quando, grazie a una serie di esperimenti, fa importanti scoperte sulla riproduzione e, in particolare, sullo sviluppo dell`ovulo. Al 1969 risale il primo parziale successo, quando lo studioso riuscì per la prima volta a fecondare un ovulo umano in provetta, unendolo a uno spermatozoo. L`embrione però non si sviluppò: fu allora che Edwards decise di avvalersi della collaborazione del ginecologo Patrick Steptoe, pioniere della laparoscopia. Steptoe - morto nel 1988 - rimuoveva gli ovuli dalle ovaie ed Edwards li metteva in coltura e provvedeva alla fecondazione col seme maschile.
I primi successi - I primi studi della coppia di scienziati, pur essendo promettenti, non vennero però finanziati dal Medical Research Council (Mrc) britannico e andarono avanti grazie a donazioni private tra le polemiche scatenate da chi credeva nella nuova tecnica e chi, invece, pensava che la fecondazione artificiale non avrebbe mai potuto funzionare. Nel 1978, infine, la conferma che gli studi di Edwards erano più che semplici teorie: il 25 luglio venne alla luce con un cesareo, dopo una regolare gravidanza di 9 mesi, Louise Brown, concepita in vitro.
"Felice per Edwards" - La prima “test tube baby”, come i giornali dell’epoca ribatezzare Louise, ha espresso in una mail la soddisfazione per il premio al suo “papà virtuale”: “Io e mamma siamo davvero contente che sia stato dato il riconoscimento che merita a uno dei pionieri della fecondazione”. Louise ha oggi 32 anni: nacque poco prima della mezzanotte del 25 luglio 1978 nell’Oldham and District General Hospital di Manchester (Gb). Pesava 2,60 chilogrammi e venne alla luce con taglio cesareo in quanto la mamma Leslie, 29 anni al tempo, infertile per una disfunzione alle tube di Falloppio, soffriva anche di tossiemia, segnale di una concentrazione di sostanze tossiche nel sangue. La notizia fece presto il giro del mondo e la vendita delle esclusive alla stampa fruttò alla famiglia Brown circa 300mila sterline. Molte critiche e perplessità arrivarono dal mondo cattolico. A caldo, l’arcivescovo di S. Andrew e Edimburgo dichiarò: “Ho gravi dubbi circa le possibili implicazioni e conseguenze per il futuro". Anche la figlia più giovane dei Brown, Natalie, fu concepita in provetta. Nel 1999 è stata la prima donna nata da fecondazione a partorire naturalmente. La sorella maggiore, Louise, è diventata mamma nel 2006 di Cameron, anch’egli partorito naturalmente.
I ginecologi: "Speranza per le donne" - “Siamo particolarmente compiaciuti che il premio Nobel per la medicina nel 2010 sia stato assegnato a un medico che è per noi un maestro e che rappresenta un vero rivoluzionario”. È il commento di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) alla consegna del premio Nobel per la medicina a Robert Edwards. “Edwards, con la sua scoperta, ha cambiato il futuro, soprattutto delle società occidentali, alla prese con problemi di infertilità di grande importanza”, continua Vittori. La diffusione delle tecniche hanno offerto “una concreta speranza a donne che oggi, per ragioni economiche, sociali e biologiche, - conclude Vittori - giungono sempre più tardi e con sempre più difficoltà alla maternità”.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 01/10/2010