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Centri riabilitazione: i pazienti stomizzati chiedono una legge

Centri riabilitativi, libertà di scelta delle protesi, più bagni pubblici, revisione delle percentuali di invalidità. Le associazioni italiane di incontinenti e stomizzati (chi ha subito l`asportazione chirurgica di parte dell`intestino o delle vie urinarie) chiedono da anni una legge che tuteli le loro esigenze, mentre in Parlamento le varie proposte depositate non fanno passi avanti.
E` necessario, spiegano Aistom (Associazione italiana stomizzati), Finco (Federazione italiana incontinenti), Aimar (Associazione italiana malformazioni anorettali), e Favo (Federazione associazione di volontariato in oncologicia) a www.parlamentosalute.it - istituire in ogni provincia dei `Centri Polivalenti` per la prevenzione e la cura dell’incontinenza. Purtroppo “tranne rarissime realtà , i `Centri Riabilitativi contro l’incontinenza` oggi sono una chimera”, mentre potrebbero avere “una importanza preventiva e curativa di grande spessore professionale, con un’adeguata soluzione dei bisogni delle persone e la drastica riduzione dei costi sociali e gestionali, a vantaggio del Fondo sanitario nazionale e dei fondi regionali”. Tra le misure proposte dalle associazioni c`è anche il sostegno economico per la realizzazione di bagni pubblici, “presidi indispensabili”, perché “per le persone che soffrono di incontinenza la carenza di bagni equivale ad una vera barriera architettonica e sociale”.
La libertà di scelta dei dispositivi medici, le protesi, è un altro tassello. I nuovi Livelli essenziali di assistenza, chiedono le associazioni, devono prevedere “maggiori tutele e libertà di scelta dei dispositivi medici per le persone incontinenti e stomizzate”. Poi bisogna rivedere le percentuali di invalidità civile, e istituire presso l’Istituto Superiore di Sanità il registro nazionale per la poliposi familiare e per le atresie ano-rettali. Infine, la formazione: sarebbe necessario, chiedono Aistom, Finco, Aimar e Favo, “rendere obbligatori (con crediti ECM) dei corsi formativi professionali per gli operatori sanitari di settore: in particolare prevedere il riconoscimento da parte delle Università italiane della la figura dello `stomaterapista` del `terapista dell’incontinenza urinaria` e del `terapista dell’incontinenza fecale`”.

di d.d.s.
Pubblicato il 13/10/2010