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Federalismo e ospedali
al Festival della Salute
Nel futuro anche le etichette dei vestiti saranno intelligenti. Ogni clima avrà il suo capo d`abbigliamento, per non sudare o per non avere freddo. È una delle novità presentate nel corso del Festival della Salute che ha trasformato Viareggio in un forum a cielo aperto sui temi della sanità e della ricerca: incontri, dibattiti, poco meno di duecento relatori, tantissimi visitatori.
Dal federalismo sanitario al dibattito sul testamento biologico. L`evento toscano è stato un check-up completo dell`universo-sanità, bioetica compresa. E poi progetti innovativi di health-care, come quelli dell`Istituto di Biometerologia del Cnr: nuove fibre artificiali per ridurre il rischio allergie ed etichette per gli abiti che consigliano il vestito adatto al clima. La manifestazione si è conclusa con un confronto Calderoli-D`Alema. Tema caldo del braccio di ferro, la spesa sanitaria. Sul piatto le regioni che sforano, rispetto a quelle virtuose. Il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, parlando alla platea viareggina ha affermato che «è sbagliato dire che per la sanità si spende troppo: dobbiamo spendere di più per allinearci agli altri Paesi». Un passaggio che Massimo D`Alema, presidente della Fondazione ItalianiEuropei, che ha organizzato del festival, non si è lasciato sfuggire per una battuta: "Abbiamo appreso che il ministro Calderoli è all`opposizione".
A tenere banco è stata soprattutto l`ipotesi di un ingresso dei privati nel sistema ospedaliero. "L`idea è di attivare i fondi strutturali per finanziare le opere di riqualificazione degli ospedali con il 50% di finanziamento a fondo perduto e il 50% di project financing - ha annunciato il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio -. Potrebbero dunque crearsi delle situazioni in cui, all`interno degli ospedali pubblici, ci saranno delle unità gestite privatamente". Le Regioni candidate a sperimentare questa doppia gestione sarebbero Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, quelle che hanno al momento le maggiori difficoltà strutturali. L`obiettivo, spiega Fazio, è anche quello di "evitare sprechi`` e ridurre i casi di "turismo sanitario", ovvero la mobilità passiva che porta tanti a curarsi in Regioni diverse da quella d`origine. "Lo scorso anno - ha spiegato il sottosegretario - abbiamo registrato solo in Sicilia 2500 nuovi casi di tumore alla mammella. Di questi il 43% è stato curato in strutture sanitarie di altre regioni".
A bocciare l`azienda-ospedale era stata anche l`ex ministro della Salute, Livia Turco: "Che la politica del Governo Berlusconi fosse la privatizzazione della sanità, lo sapevamo, e presto se ne vedranno gli effetti". Una direzione che non piace neppure all`oncologo Umberto Veronesi: "Chiamare azienda un ospedale è un errore: l`azienda deve fare profitto, l`ospedale deve pensare alla salute dei cittadini".
Dal federalismo sanitario al dibattito sul testamento biologico. L`evento toscano è stato un check-up completo dell`universo-sanità, bioetica compresa. E poi progetti innovativi di health-care, come quelli dell`Istituto di Biometerologia del Cnr: nuove fibre artificiali per ridurre il rischio allergie ed etichette per gli abiti che consigliano il vestito adatto al clima. La manifestazione si è conclusa con un confronto Calderoli-D`Alema. Tema caldo del braccio di ferro, la spesa sanitaria. Sul piatto le regioni che sforano, rispetto a quelle virtuose. Il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, parlando alla platea viareggina ha affermato che «è sbagliato dire che per la sanità si spende troppo: dobbiamo spendere di più per allinearci agli altri Paesi». Un passaggio che Massimo D`Alema, presidente della Fondazione ItalianiEuropei, che ha organizzato del festival, non si è lasciato sfuggire per una battuta: "Abbiamo appreso che il ministro Calderoli è all`opposizione".
A tenere banco è stata soprattutto l`ipotesi di un ingresso dei privati nel sistema ospedaliero. "L`idea è di attivare i fondi strutturali per finanziare le opere di riqualificazione degli ospedali con il 50% di finanziamento a fondo perduto e il 50% di project financing - ha annunciato il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio -. Potrebbero dunque crearsi delle situazioni in cui, all`interno degli ospedali pubblici, ci saranno delle unità gestite privatamente". Le Regioni candidate a sperimentare questa doppia gestione sarebbero Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, quelle che hanno al momento le maggiori difficoltà strutturali. L`obiettivo, spiega Fazio, è anche quello di "evitare sprechi`` e ridurre i casi di "turismo sanitario", ovvero la mobilità passiva che porta tanti a curarsi in Regioni diverse da quella d`origine. "Lo scorso anno - ha spiegato il sottosegretario - abbiamo registrato solo in Sicilia 2500 nuovi casi di tumore alla mammella. Di questi il 43% è stato curato in strutture sanitarie di altre regioni".
A bocciare l`azienda-ospedale era stata anche l`ex ministro della Salute, Livia Turco: "Che la politica del Governo Berlusconi fosse la privatizzazione della sanità, lo sapevamo, e presto se ne vedranno gli effetti". Una direzione che non piace neppure all`oncologo Umberto Veronesi: "Chiamare azienda un ospedale è un errore: l`azienda deve fare profitto, l`ospedale deve pensare alla salute dei cittadini".
di cosimo colasanto (29/09/2008)

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