Logo salute24

Depressione: i cardiopatici si ammalano tre volte di più

Si stringe sempre più la relazione tra cuore e mente. La depressione è tre volte più comune tra i pazienti che hanno subito un attacco di cuore o soffrono di problemi cardiaci rispetto al resto della popolazione. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Circulation, che ha sottolineato inoltre che solo la metà dei medici affiancano alle cure cardiache trattamenti contro la depressione.
Un problema ampiamente sottovalutato secondo l`American Heart Association, che raccomanda invece un esame regolare per individuare ed eventualmente curare i casi di depressione nei pazienti cardiopatici.
Il mal di vivere influirebbe poi negativamente sulle stesse cure mediche perché chi è depresso può tendere più facilmente a trascurare l`assunzione regolare dei farmaci, a non cambiare dieta e a sottrarsi ai programmi di riabilitazione.
“Penso che potremmo ridurre notevolmente le sofferenze e migliorare i risultati mediante lo screening”, ha detto Erika Froelicher, professoressa di infermieristica presso l`Università della California. Che aggiunge: “Chiunque, dai cardiologi agli infermieri possono e devono essere coinvolti nel determinare se un paziente è depresso”.
La ricerca suggerisce un controllo-tipo da applicare ai cardiopatici. Inizialmente è possibile sottoporre i malati di cuore a due quesiti standard: chiedere se nelle due settimane precedenti hanno avuto scarso interesse nel fare qualcosa. E domandare poi se si sono sentiti depressi.
Se la risposta è "sì", è raccomandabile un questionario più articolato che permetta di determinare se il paziente è depresso e quale sia la gravità del suo disturbo.
“Naturalmente – conclude Froelicher – non tutti i medici sono qualificati per trattare la depressione. In questi casi il problema può essere risolto facendo riferimento a uno specialista”. Alcuni  psichiatri affermano però che non è sufficiente un semplice screening: per assicurarsi che i pazienti ricevano aiuto sarebbe necessario un monitoraggio più complesso e attento.

di paolo fiore
Pubblicato il 30/09/2008