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Terapia genica contro il glioblastoma

La somministrazione di un gene potrebbe riuscire a ridurre il cancro al cervello, aprendo nuove strade alla lotta ai tumori. La scoperta arriva dal Massachusetts General Hospital, negli Stati Uniti, dove i ricercatori stanno analizzando un nuovo approccio alla terapia genica per la cura del glioblastoma umano.
La ricerca, pubblicata su Molecular Therapy, si è basata su iniziali studi condotti sugli animali. Inducendo le cellule cerebrali di alcuni topolini a secernere interferone-beta, infatti, gli studiosi hanno rilevato che questo stesso gene era in grado di sopprimere ed eliminare la produzione di cellule del glioblastoma umano impiantate in zone vicine.
Il gene agirebbe creando una sorta di campo intorno al tumore impedendogli di espandersi: “Abbiamo ipotizzato - dice Miguel Sena Esteves, uno degli autori dello studio - che tessuti normali geneticamente ingegnerizzati possano creare intorno al tumore una zona di resistenza, un particolare microambiente che previene la crescita o la diffusione del tumore. Il risultato del primo studio mostra che questo può essere un approccio efficace, sebbene vi siano aspetti che necessitano di ulteriore investigazione”.
Il glioblastoma, spiegano gli esperti che stanno seguendo lo studio sperimentale, è la più comune e mortale forma di tumore cerebrale. Fino ad oggi nessuno studio clinico era mai riuscito a inibirne la progressione; la nuova ricerca, invece, compie notevoli passi in avanti e mostra che è possibile interrompere la progressione di questo cancro.
Il problema a cui adesso i ricercatori dovranno cercare di dare una soluzione riguarda gli effetti collaterali dell`interferone beta, che causa tossicità nei trattamenti a lungo termine. Attualmente, infatti, gli studiosi sono impegnati nella ricerca di un metodo che disattivi i geni inseriti prima che diventino tossici.

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Pubblicato il 01/10/2008

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