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«Quando contare le pecore non basta»: i luoghi comuni sul sonno

C`è chi conta le pecore, chi beve tazzoni fumanti di camomilla, chi fa yoga e chi ginnastica per arrivare a letto distrutto dalla fatica. Poi c`è chi necessita della tv accesa, chi non sopporta neanche un filo di luce. Questi e tanti altri sono i metodi usati dagli italiani per prendere sonno. Almeno una volta nella vita, infatti, tutti hanno sofferto d`insonnia. Per questo sono nate tantissime leggende e sono infiniti i rimedi ideati per combatterla.
Il sonno, come sappiamo, influisce moltissimo sul nostro umore, per questo chi non dorme bene le tenta tutte pur di riuscire ad addormentarsi. Spesso però, si finisce con l`esagerare e adottare comportamenti inutili. Si tratta invece di un problema serio. L`insonnia è un disturbo che porta a percepire il proprio sonno come insufficiente o inadeguato. Si manifesta in tre varianti: iniziale, centrale e terminale. La prima riguarda la difficoltà di prendere sonno. L`insonnia centrale subentra quando si è addormentati: si presenta sotto forma di microrisvegli o sonno molto leggero. La terminale consiste infine nel risvegliarsi presto al mattino dopo poche ore di sonno.
I meccanismi che la determinano sono diversi, può infatti dipendere dall`età, dalle cattive abitudini, dall`ambiente in cui la persona vive e dal suo stato psicofisico, se affetta da malattie, disturbi, stress, o se reduce da un trauma o un lutto.
Ma, in mezzo a tante leggende, esistono rimedi efficaci? Gli specialisti suggeriscono di mantenere abitudini regolari, seguendo sempre gli stessi orari per il sonno e per la veglia. È consigliabile praticare una o due ore di sport al giorno, ma non farlo prima di andare a dormire. Bisogna inoltre, prima di mettersi a letto, evitare le docce calde, le sostanze eccitanti come il caffé, le spremute di agrumi e gli alcolici. L`alcol, infatti, influisce sul sonno profondo e provoca un risveglio precoce al mattino. Non bisogna, inoltre, svolgere altre attività - come studiare o mangiare - in camera da letto, che deve essere vissuta soltanto come il luogo del riposo.
"La fobia dei farmaci si fonda invece su convinzioni errate - spiega a Salute24 Liborio Parrino, medico dell`Associazione medicina del sonno - l`insonnia acuta, dovuta a un forte stress, va affrontata in tempo per evitare che divenga cronica". In tal caso bisogna parlarne subito con il proprio medico di famiglia. "Le medicine possono essere in alcuni casi indispensabili per ripristinare il ciclo sonno-veglia - aggiunge lo specialista - meglio utilizzarle al massimo per cinque giorni o una settima sotto il controllo del medico che diventarne dipendente per anni, depotenziandone l`effetto". Naturalmente l`abuso di farmaci è sempre sbagliato. "L`insonnia cronica nasce proprio dall`assunzione prolungata di farmaci che non sortiscono più alcun effetto", conclude Parrino. Ed in questo caso a nulla serve scomodare le pecore.

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Pubblicato il 01/10/2008

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