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I medici cattolici a convegno:
«Non siamo dei notai»
Si parlerà di "fede, ragione e scienza" al XXIV congresso nazionale dell`Amci che si apre oggi ad Ascoli Piceno e subito vengono in mente i temi della fine della vita, le aperture, gli scontri-incontri tra due mondi, ma come spiega Vincenzo Saraceni, presidente dell`associazione, "il dialogo tra laici e cattolici è l`unica strada percorribile e fruttuosa quando si parla di salute e sofferenza".
Significativo il sottotitolo della manifestazione: "Un`alleanza per la medicina". Ma è davvero possibile? "Il clima tra i due mondi si è molto stemperato - afferma Saraceni -. Laici e cattolici sono d`accordo sul fatto che è sempre necessaria un`assistenza sanitaria rispettosa della persona".
I temi sono anche altri, perché "bioetica è anche il rapporto uomo-natura, un uso responsabile del creato e delle fonti energetiche". Impossibile però trascurare il dibattito in primo piano: l`inizio e la fine della vita. Il solco in cui si rischia di cadere o restare impantanati è quello sul rapporto paziente e medico: dove comincia e dove si ferma la volontà del primo, dove la deontologia e l`autonomia professionale del secondo? "L`autodeterminazione del paziente è sicuramente un valore - commenta il presidente dell`Amci -, ma è un valore che si deve incontrare con le scelte e le competenze del medico, che non può essere un mero esecutore della volontà altrui".
L`attualità "preme" sul dibattito pubblico, ma anche sulla professione medica: il caso di Eluana Englaro, le decisioni dei giudici. L`ultima ieri: per la Cassazione "il paziente terminale può rifiutare le cure". Anche all`interno dell`associazione di ispirazione cattolica il confronto è sostenuto: "Noi siamo sempre stati coerenti a livello nazionale - dice Saraceni - sostenendo che la legge si può fare, ma ad alcune condizioni: indicare con chiarezza la responsabilità del medico, dicendo un `no` deciso all`eutanasia ma un `no` anche all`accanimento terapeutico". Il rischio è che con un esito non condiviso la coscienza possa trovarsi spaccata. Saraceni lo esclude: "La libertà di coscienza sta scritta nella Costituzione e va sempre garantita, cosa che vale sia per i medici laici sia per quelli cattolici". Su idratazione e alimentazione artificiale però il punto resta fermo: "Sono senza dubbio un sostegno vitale - conclude Saraceni - per quei pazienti che hanno mostrato una prospettiva pur lieve di recupero".
Significativo il sottotitolo della manifestazione: "Un`alleanza per la medicina". Ma è davvero possibile? "Il clima tra i due mondi si è molto stemperato - afferma Saraceni -. Laici e cattolici sono d`accordo sul fatto che è sempre necessaria un`assistenza sanitaria rispettosa della persona".
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di cosimo colasanto (01/10/2008)

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