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Gemelli omozigoti: il legame dura nel sonno

Forse per mamma e papà sono completamente diversi, e magari non vanno neanche d’accordo, ma quando dormono i gemelli omozigoti sono davvero identici. Ogni individuo possiede infatti una specie di "impronta digitale" del sonno, particolare e unica al mondo, ma le ricerche condotte da un team italiano hanno dimostrato che i tracciati dell’attività cerebrale dei gemelli con lo stesso Dna si sovrappongono fino al 96%.
Lo studio è stato condotto su 40 coppie di gemelli (di cui 20 omozigoti e 20 eterozigoti) nel Laboratorio del sonno dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con i ricercatori di Brescia, L`Aquila, Reims, Ginevra e San Diego e pubblicato sulla rivista Annals of Neurology.
Dai risultati è emerso inoltre che, se nei gemelli omozigoti si può parlare di quasi totale sovrapposizone tra i tracciati dell`attività del cervello durante il sonno, lo stesso invece non si può dire per le coppie di gemelli eterozigoti - che hanno in comune solo la metà del patrimonio genetico - per i quali invece i tracciati coincidono solo per il 50%.
La ricerca, coordinata da Luigi de Gennaro, ha secondo gli esperti dei risvolti interessanti per gli studi sui disturbi del sonno. Studiosi di diversi paesi stanno infatti cercando di rintracciare i fattori genetici a cui attribuire diverse patologie legate al sonno come la narcolessia, le parasonnie e l’apnea del sonno.
Il prossimo obiettivo degli studiosi italiani è ora riuscire a identificare i gruppi di geni associati alla tendenza a dormire troppo o troppo poco. È stato infatti dimostrato che il rischio di mortalità è più elevato per coloro che dormono più di 8 ore o meno di 6: l’ideale è dunque dormire 7 ore per notte.

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Pubblicato il 01/10/2008