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Verdura batte carne contro l’ipertensione

Legumi, cereali e frutta secca sono meglio di arrosti e bistecche. Non tutti sarebbero d`accordo con questa affermazione, almeno sotto il profilo del gusto. Eppure per chi soffre di ipertensione mangiare frutta e verdura può risultare un vero toccasana. È quanto emerge dallo studio denominato Premier, pubblicato sulla rivista Journal of human hypertension, che ha dimostrato come un elevato apporto di proteine, in particolare di origine vegetale, sia in grado di ridurre e regolarizzare la pressione arteriosa.
Lo studio condotto su circa 800 persone affette da ipertensione era volto ad esaminare il rapporto tra il consumo di proteine e la pressione arteriosa. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi e invitati a condurre uno stile di vita più sano. Uno di questi gruppi ha seguito un`alimentazione basata su una quantità superiore di alimenti di origine vegetale. Nel giro di 18 mesi, la pressione dei soggetti che si erano nutriti soprattutto con frutta e verdura si è ridotta notevolmente e ha assunto valori normali.
La ricerca ha dunque dimostrato come esista una differenza nell`influenza che le proteine di origine animale  e quelle di origine vegetale esercitano sulla pressione arteriosa. È infatti emerso che il consumo di frutta e verdura è correlato alla sua riduzione e normalizzazione. Inoltre, l`incremento nell`assunzione di proteine vegetali è risultato associato, in modo significativo, ad un minor rischio di ipertensione.
"Le proteine vegetali sono generalmente considerate più salutari perché contengono meno colesterolo - spiega a Salute24 Bruno Trimarco, presidente della Società italiana dell`ipertensione arteriosa - ed anche le carni bianche e il pesce sono preferibili alle carni rosse, dove c`è maggior presenza di colesterolo". I vegetariani devono gioire? "Oggi ci sono molti studi sulle conseguenze di un abuso di carni rosse - sottolinea Trimarco - ma di qui ad abolirle dalla dieta ce ne passa". Le proteine di origine animale non vanno quindi "demonizzate" e, sostiene lo specialista, "devono rientrare in una dieta bilanciata".  
Piuttosto fare attenzione al sale. Stare lontani da patatine fritte e cibi in scatola con molto sodio è una regola da tenere a mente. "Un apporto regolare di sale non deve essere superiore ai 5 grammi" spiega Trimarco, che osserva come "nei paesi in cui non viene usato abitualmente il sale non ci sono grandi problemi di ipertensione". 

di nadia comerci
Pubblicato il 01/10/2008