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Proteina fluo, dalla medusa al Nobel

Diffusione delle cellule nervose, crescita di quelle tumorali, colture di batteri dannosi e sviluppo di malattie neurodegenerative come l`Alzheimer: processi che prima erano invisibili sono stati resi osservabili grazie alla proteina fluorescente verde Gfp, valsa agli scopritori il premio Nobel 2008 per la chimica. Isolata per la prima volta nel 1962 da una medusa, la Gfp è diventata con gli anni uno degli strumenti principali utilizzati nella ricerca medica per lo studio di diverse patologie.
L`Accademia reale svedese delle scienze ha deciso di assegnare un terzo del premio Nobel per la Chimica 2008 a ognuno dei tre scienziati "per la scoperta e lo sviluppo della proteina", come recita il comunicato del premio. Gli scienziati insigniti del premio sono il giapponese Osamu Shimomura e agli americani Martin Chalfie e Roger Tsien.
Shimomura fu il primo a isolare la Gfp dalle meduse pescate al largo della costa occidentale del Nord America. Dal 1967 al 1987 pescò oltre 3000 meduse al giorno nel tentativo di studiare al meglio la proteina delle meduse, e fu anche il primo a scoprire che la proteina diventava fluorescente se sottoposta alla luce ultravioletta.
All`americano Martin Chalfie è stato invece riconosciuto il merito di aver messo in evidenza il ruolo della particolare proteina in quanto marcatore genetico per determinati fenomeni, mentre Roger Tsien è stato insignito del premio in quanto scopritore di diverse fluorescenze, oltre a quella verde, associabili a differenti processi biologici.

Osamu Shimomura
, nato nel 1928, lavora attualmente al Marine Biological Laboratory di Woods Hole e alla Boston University Medical School.
Martin Chalfie, nato nel 1947, lavora nella Columbia University di New York.
Roger Tsien, nato nel 1952, è ricercatore nell`University of California di San Diego.

 

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Pubblicato il 01/10/2008