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Stretching, sì o no? L'esperto: «Chi lo fa continui, ma non evita i dolori»

Qualcuno lI giudica noiosi e ripetitivi, altri li tralasciano per mancanza di tempo, il terzo partito assicura “mai senza”. Una cosa è sicura: gli esercizi di stretching pre-corsa non garantiscono dai risentimenti muscolari e da altri traumi. Lo afferma uno studio condotto presentato oggi al congresso annuale dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons che però raccomanda di non cambiare abitudine se si è soliti dedicarsi agli esercizi di allungamento prima dell’allenamento. La ricerca ha incluso 2,729 atleti dilettanti che hanno percorso 10 o più chilometri a settimana: metà del gruppo non eseguiva gli esercizi per allungare i muscoli, l’altra invece faceva correttamente lo stretching coinvolgendo quadricipiti, muscoli femorali e gastrocnemio - muscolo posizionato nella parte posteriore della gamba - per cinque minuti prima della corsa. I dati dicono che tra un gruppo e l’altro non ci sono state differenze rilevanti, mentre è più facile che si verifichino problemi per chi cambia abitudine, sia per chi improvvisamente tralascia il riscaldamento sia per chi non l’aveva mai fatto. “Da corridore, io stesso ho sempre pensato che lo stretching prima della corsa aiuta a prevenire gli infortuni”, afferma l’autore dello studio, l’ortopedico statunitense Daniel Pereles.

In realtà i fattori di rischio più significativi sono i traumi subiti negli ultimi quattro mesi; un più elevato indice di massa corporea e, appunto, eliminare o introdurre il passaggio dallo stretching alla corsa, “cosa che implica che l'improvvisa introduzione di un regime - dice Pereles - può essere più determinante del regime stesso”.

di co.col.
Pubblicato il 21/02/2011