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Ictus cerebrale: controlli gratuiti negli ospedali

Più di 200 mila sono le persone colpite da ictus cerebrale ogni anno in Italia: di queste, 40 mila  muoiono entro breve termine e altre 40 mila perdono completamente l`autonomia. Sono i numeri italiani dello stroke, l`ictus cerebrale, che nel mondo causa 6 milioni di morti all`anno, ed è la seconda causa di decessi dopo le ischemie cardiache. Un`epidemia in aumento, affermano gli esperti, che se non verrà contrastata porterà a 6,7 milioni di decessi all`anno entro il 2015.
È per sensibilizzare a questa patologia che il 29 ottobre si celebra la quarta "Giornata mondiale dello stroke" che quest`anno verrà festeggiata per la prima volta anche in Italia organizzata da Alice Italia onlus - Associazione per la lotta all`ictus cerebrale.
Diverse le attività organizzate per la celebrazione della giornata, dagli screening gratuiti, alla distribuzione di materiale informativo, a proiezioni di film a tema.
Età avanzata, diete non salutari, fumo di sigaretta e scarsa attività fisica sono alcune delle cause principali della malattia. "Alcuni fattori di rischio sono modificabili, mentre altri non lo sono - spiega Danilo Toni, presidente dell`Associazione italiana ictus e responsabile della Stroke Unit dell`università La Sapienza di Roma -. Quelli non modificabili sono l`età, il sesso e la predisposizione genetica, mentre quelli su cui si può agire riguardano l`alimentazione scorretta, l`uso di droghe, l`abitudine al fumo".
Riconoscere i sintomi è un primo passo per la risoluzione della patologia, che arriva all`improvviso e deve essere curata il più rapidamente possibile: "Solo se si agisce entro le prime 3 ore, infatti, i danni sono riparabili", afferma Maria Luisa Sacchetti, neurologa del Policlinico Umberto I di Roma a presidente dell`associazione Alice.
I sintomi più frequenti sono paralisi, debolezza o formicolii al viso, braccio e gamba soprattutto se interessano un solo lato del corpo; perdita della visione o vista annebbiata o diminuita in uno o entrambi gli occhi; difficoltà a pronunciare o comprendere semplici frasi; perdita di equilibrio, vertigini e mancanza di coordinazione.
In particolare negli anziani "non devono mai essere sottovalutati i Tia, cioè gli attacchi ischemici transitori". I Tia, infatti, tendono a rientrare entro 24 ore, "e i soggetti colpiti, quindi, si tranquillizzano e non si sottopongono agli appropriati esami medici perché ignorano che il pericolo di avere un attacco ischemico nei primi 15 giorni dal Tia è altissimo", spiega Sacchetti. Un altro fattore predisponente ma spesso sottovalutato è la fibrillazione atriale "che deve essere indagata soprattutto nelle persone  che hanno la pressione alta". E poi ci sono le placche dell`aterosclerosi, soprattutto quelle dell`arco dell`aorta, "che staccandosi possono dar vita a trombi che ostruiscono i vasi". Nei giovani, invece, non deve mai essere sottovalutata "la pervietà del foro ovale tra cuore destro e cuore sinistro, soprattutto se associata all`aneurisma del setto interatriale", sottolinea Toni.    
"Una catastrofe prevenibile e curabile": è questo il messaggio della quarta Giornata mondiale dell`ictus cerebrale.  "Dobbiamo dare ai cittadini gli strumenti necessari per tutelare la propria salute - conclude la presidente di Alice onlus - e una corretta informazione è il primo passo in questa direzione".

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Pubblicato il 28/10/2008