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Stamina: sul metodo arriva l'affondo di Nature

Prima un gruppo di scienziati e giuristi italiani, adesso anche la rivista scientifica più importante del mondo, Nature. Schierati contro la decisione del ministero della Salute di autorizzare le cure con le staminali del metodo Stamina per i pazienti terminali, molti bambini, che avevano già avviato la terapia con un decreto approvato dal Consiglio dei ministri che proprio oggi entra in vigore.

Nature ospita un articolo dai toni severi firmato da Alison Abbot che sottolinea come l'Italia sia l'unico Paese in cui sia stata autorizzata una terapia che non abbia avuto alcuna prova scientifica a sostegno e contro la quale si sono espressi alcuni scienziati italiani che "inorriditi dalla decisione del ministro, considerano pericolosa perché mai rigorosamente testata".

 

L'articolo ripercorre le tappe della vicenda, ricordando che il metodo Stamina, nell'occhio del ciclone per il rifiuto opposto dal presidente della Stamina Foundation, lo psicologo Davide Vannoni, alle verifiche del Consiglio superiore di sanità, fermato dagli ispettori dell'Aifa prima e da un'indagine della magistratura poi, ammesso solo nella Repubblica di San Marino dove vigono leggi meno rigorose rispetto a quelle italiane. Il ministero ha replicato con nota al servizio di Nature, spiegando che nessun riconoscimento ufficiale è mai stato conferito al cosiddetto metodo Stamina".

 

Il decreto "Disposizioni in materia sanitaria" approvato dal Consiglio dei Ministri nell'ultima seduta è stato intanto pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale ed è da in vigore da oggi. Il provvedimento disciplina in maniera "eccezionale" l'impiego di medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva, tra cui le cure con cellule staminali, prevedendo che che i pazienti che hanno iniziato questo tipo di cure, che comprendono i trattamenti secondo il metodo Stamina, potranno portare a termine i loro protocolli anche se il laboratorio di riferimento non è autorizzato.

 

Il decreto prevede inoltre che d'ora in poi tutti i medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva, in cui rientrano i trattamenti con le staminali, possano essere utilizzati esclusivamente in un ospedale pubblico, clinica universitaria o istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Nei prossimi giorni un regolamento ministeriale dovrà fissare ulteriori regole per garantire la sicurezza dei pazienti.

di Redazione
Pubblicato il 27/03/2013